UCRAINA, EMBARGO USA E GB SU PETROLIO E GAS RUSSI. ZELENSKY AL PARLAMENTO INGLESE: RESISTIAMO

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Ore 19.10 – McDonald’s chiude in Russia
Continua la fuga dei brand – di lusso ma anche popolari – dalla Russia. L’ulktimo ad aggiungersi all’elenco è McDonald’s. La catena di fast food, la cui comparsa a Mosca segnò in qualche modo la caduta del comunismo e lo sbarco della società occidentale, ha annunciato la chiusura di tutti i suoi ristoranti in Russia.

L’Armata russa procede su tre fronti: da nord, da est e da sud, dove guadagna posizioni più rapidamente. La resistenza colpisce con unità leggere, demoralizza gli uomini di Putin, che hanno problemi ma non quanti sostiene la propaganda di Kiev. L’uccisione del generale Gerasimov dimostrerebbe invece che i russi hanno alcuni problemi di comunicazione vicino al fronte.

Ore 18.05 – Zelensky al parlamento inglese: «Resistiamo come voi ai nazisti »
«Noi non vogliamo perdere ciò che è nostro come un tempo voi non avete voluto» arrendervi di fronte «all’invasione nazista». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a proposito dell’invasione russa in un discorso in video collegamento in diretta trasmesso ai deputati di una Camera dei Comuni britannica strapiena che lo ha accolto con una prolungata standing ovation.

Ore 17.50 – Biden: «Difendere la libertà ha un costo»
Joe Biden ha avvisato che «difendere la libertà» avrà un costo per i consumatori americani, soprattutto alla stazione di servizio, ma ha promesso che farà «di tutto per minimizzare l’aumento dei prezzi qui da noi».

Le Nazioni Unite hanno consigliato al personale addetto alla comunicazione di non usare le parole «guerra» o «invasione» con riferimento alla situazione in Ucraina. I componenti dello staff sono stati invitati a usare termini come «conflitto» o «“offensiva militare»” per descrivere l’operazione. Le istruzioni pertinenti sono contenute in un’email inviata lunedì.

Ore 17.40 – Telefonata Putin-Bennett
Il primo ministro israeliano, Naftali Bennett, ha avuto una nuova conversazione telefonica con il presidente russo, Vladimir Putin, nella quale sono stati «discussi vari aspetti della situazione alla luce dell’operazione militare speciale condotta dalla Russia», riferisce il Cremlino. «Il presidente russo e il primo ministro israeliano hanno concordato di continuare il dialogo su tali questioni», conclude il comunicato. Poche ore prima Bennett aveva avuto un colloquio con Zelensky.

Ore 17.30 – Biden conferma: «Embargo su petrolio e gas russi»
Stop a import di gas e petrolio dalla Russia» pochi istanti dopo l’annuncio di Londra, anche Biden, come le indiscrezioni lasciano intendere, ha dichiarato l’embargo sugli idrocarburi prodotti da Mosca.

Ore 17.25 – Boris Johnson: stop a gas e petrolio russo da fine anno
Il Regno Unito si impegna a ridurre a zero le sue forniture energetiche di gas e petrolio dalla Russia già entro la fine del 2022. Lo ha annunciato oggi il governo di Boris Johnson. L’isola, a differenza di diversi Paesi dell’Europa continentale, importa da Mosca un quantitativo residuale di queste materie prime rispetto al suo fabbisogno complessivo.

Ore 17.15 – Il video (e l’occhiolino) di Zelensky
Zelensky è ancora a Kiev: smentendo notizie che i media russi avevano fatto trapelare nei giorni scorsi e che lo davano in fuga verso la Polonia, il presidente ucraino ha postato un video in cui, dal centro della capitale ucraina fa un breve discorso e si concede anche una «strizzata d’occhi»

Ore 15.45 . Gli Usa vogliono bloccare anche l’oro della Russia
Non solo l’embargo sul petrolio: gli Stati Uniti stanno tentando di impedire Mosca di vendere le sue riserve auree per resistere alle sanzioni e alle restrizioni valutarie. L’oro potrebbe rappresentare un’ancora di salvezza per la Russia ma un disegno di legge bipartisan, firmato dia da democratici che repubblicani, chiede di impedire qualunque transazione in oro con la Banca centrale russa. Le riserve auree di Mosca ammontano a circa 132 miliardi di dollari.
Ore 15.30 – Il Vaticano chiama Mosca
(Gian Guido Vecchi) La Santa Sede ha confermato che questa mattina c’è stata una telefonata tra il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, e il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov: «Il cardinale ha trasmesso la profonda preoccupazione di Papa Francesco per la guerra in corso in Ucraina e ha riaffermato quanto detto dal Papa domenica scorsa all’Angelus», fa sapere il portavoce vaticano, Matteo Bruni: «In particolare ha ribadito l’appello perché cessino gli attacchi armati, perché si assicurino dei corridoi umanitari per i civili e per i soccorritori, perché alla violenza delle armi si sostituisca il negoziato. In questo senso, infine, il Segretario di Stato ha riaffermato la disponibilità della Santa Sede “a fare di tutto, a mettersi al servizio per questa pace”».
Ore 15.20 – In allerta 130 jet Nato nell’Est Europa
La Nato ha deciso di rafforzare le sue difese al confine orientale dell’Europa. «Abbiamo 130 jet in allerta, 200 naviu nell’Alto Mediterraneo, e migliaia di truppe aggiuntive nella regione » ha detto il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg. «La Nato ha la responsabilità di garantire che il conflitto non si intensifichi e non si espanda oltre l’Ucraina» ha affermato nl corso di una conferenza stampa a Riga, in Lettonia.

ORE 12.45 – Attacchi a ospedali, forniture mediche stanno finendo
L’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito oggi che gli attacchi agli ospedali, alle ambulanze e ad altre strutture sanitarie in Ucraina sono aumentati «rapidamente» negli ultimi giorni e che le forniture mediche stanno finendo. Lo riporta il Guardian. Tra le scorte in esaurimento ci sono ossigeno, insulina, dispositivi di protezione individuale, forniture chirurgiche ed emoderivati.

Ore 12.25 – La Cina: «Sanzioni dannose, ridurre l’impatto»
La Cina chiede di «lavorare insieme» per ridurre le conseguenze della crisi in Ucraina, bocciando le sanzioni «che avranno un impatto negativo sulla stabilità della finanza globale, dell’energia, dei trasporti e delle catene di approvvigionamento», trascinando al ribasso «l’economia mondiale, che è sotto il pesante impatto della pandemia» del Covid-19 e «saranno dannose per tutte le parti». Lo ha detto il presidente Xi Jinping nel vertice via video avuto con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz,

Ore 12.20 – Shell interrompe l’acquisto di greggio russo
La British-Dutch Shell ha deciso di interrompere la partecipazione a tutti i progetti di petrolio e gas in Russia, ha affermato la società in un comunicato stampa . «Come primo passo immediato, la società interromperà gli acquisti spot di petrolio russo», si legge nel testo. L’embargo sul greggio russo è una delle sanzioni aggiuntive auspicate dagli Usa, misura alla quale Mosca ha promesso di rispondere interrompendo l’afflusso di gas all’Europa.

Ore 12.15 – Mattarella: «Giusto opporsi, anche se avremo costi»
«Opporsi oggi a questa deriva di scontri e conflitti comporta dei prezzi». Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni al Quirinale per la «Giornata internazionale della donna». Per il presidente, questo potrebbe «provocare dei costi alle economie dei Paesi che vi si oppongono ma – ha aggiunto il presidente – sarebbero di gran lunga inferiori a quelli che si pagherebbero se quella deriva non venisse fermata adesso».

Ore 11.45 – Kiev: «Tregua violata a Mariupol»
Il ministero della Difesa ucraino accusa i russi di non rispettare il corridoio umanitario di Mariupol. Anche le tre precedenti tregue (oggi è la quarta) erano fallite proprio perché le truppe di Mosca avevano aperto il fuoco su obiettivi civili.
Ore 11.40 – I rifugiati sono oltre 2 milioni
Ha superato la soglia di 2 milioni il numero di persone fuggite dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa. Lo ha reso noto l’agenzia Onu per i rifugiati. Dallo scorso 24 febbraio, data dell’invasione russa ad oggi, un totale di 2.011.312 persone sono fuggite dall’Ucraina, secondo l’ultimo aggiornamento pubblicato sul sito dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). Di questi, oltre 1,2 milioni sono giunti in Polonia.
Ore 11.05 – Zelensky pronto a compromesso su Crimea e Donbass.
Il premier ucraino Zelensky, che questa mattina aveva adombrato uno scenario da guerra mondiale, torna ora ad aprire al dialogo: «Possiamo discutere e trovare un compromesso su come questi territori continueranno a vivere»: lo ha detto alla ABC il presidente ucraino Volodymyr Zelensky riferendosi alla Crimea e alle «pseudo Repubbliche» separatiste del Donbass. «Sono pronto a un dialogo, non alla capitolazione», ha sottolineato.

Ore 9.55 — L’evacuazione dei civili «è in corso», dice l’Ucraina
Per la prima volta, le autorità ucraine hanno comunicato che l’evacuazione di alcune centinaia di civili dalle città dove Mosca ha detto di aver sospeso le ostilità sta effettivamente riuscendo. «Più di 150 persone sono state evacuate», ha detto il governatore della regione di Kiev, Oleksiy Kuleba.

La vice premier ucraina, Irina Vereshchuk, ha spiegato che «Mosca si prepara a far deragliare questi sforzi».

Nei giorni scorsi, diversi tentativi erano andati a vuoto e organizzazioni internazionali come la Croce Rossa avevano denunciato che le strade per uscire dalle città erano minate.

Ore 9.40 —Le Borse virano in positivo
Le Borse europee sono tornate in territorio positivo: tra le altre, Piazza Affari, a Milano, 30 minuti dopo l’apertura è a +3,19%; Parigi sale oltre il 2 per cento.

Ore 9.30 – Putin è razionale o instabile?
La guerra scatenata contro l’Ucraina è la mossa «coerente» di un leader razionale o l’azzardo di uno zar impazzito, offuscato dalla paranoia o dai farmaci necessari alla cura delle sue patologie? Qui Sandro Modeo produce un’analisi sulla mente del presidente della Russia — e spiega perché capirne la prospettiva è indispensabile per intuirne le mosse (e la durata del conflitto).

Ore 8.54 – Polonia: arrivati 1,2 milioni di persone in fuga dalla guerra
Sono circa 1,2 milioni le persone che dall’Ucraina sono arrivate in Polonia dal 24 febbraio, dall’inizio dell’invasione russa. Questi i nuovi dati riportati stamani su Twitter dalle Guardie di Frontiera. Solo ieri sono arrivati 141.500 profughi in quello che è un esodo.

Ore 8.43 – Zelensky: ci sarà la “guerra mondiale”
«Questa guerra non finirà così. Scatenerà la guerra mondiale»: lo ha detto ieri sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di un’intervista al programma «World News Tonight» della Abc. Zelensky afferma inoltre che il presidente russo Vladimir Putin è un criminale di guerra: «Tutti coloro che sono venuti sulla nostra terra, tutti coloro che hanno dato gli ordini… sono tutti criminali di guerra».

Ore 8.39 – Kiev, tregua per evacuazione civili da Sumy
La vicepremier dell’Ucraina, Irina Vereshchuk, in un video diffuso dai media ucraini, ha riferito dell’accordo con Mosca, per una tregua, così da consentire l’evacuazione dei civili da Sumy. «I primi autobus — ha affermato — partiranno da Sumy alle 11 ora di Mosca (le 9 in Italia, ndr)». Il cessate il fuoco riguarda il corridoio Sumy-Poltava.

07.54 – Attacco a Sumy: oltre 10 vittime, anche bambini
Le forze russe hanno lanciato ieri notte un attacco aereo contro la città ucraina di Sumy, nel nordest del Paese, provocando oltre 10 vittime, tra cui anche un numero imprecisato di bambini. Lo ha reso noto il capo dell’amministrazione militare regionale, Dmytro Zhyvytsky, secondo quanto riportano i media internazionali. «Sfortunatamente ci sono bambini tra le vittime», ha detto Zhyvytsky in un video postato su Facebook, spiegando che le vittime sono più di 10. C’è stata una «battaglia impari» con le forze russe che hanno bombardato i civili, scrive nel post: «Ci sono morti e feriti, i soccorritori stanno lavorando sui luoghi».
 
07.52 – Il Giappone vara nuove sanzioni contro Russia e Bielorussia
Il Giappone ha imposto ulteriori sanzioni contro Russia e Bielorussia in conseguenza dell’invasione dell’Ucraina congelando i beni di 32 funzionari e oligarchi russi e bielorussi. Ad annunciarlo è stato oggi il capo di gabinetto del governo di Tokio, Hirokazu Matsuno, che ha parlato di un’intensificazione dell’attacco da parte della Russia e di un «chiaro coinvolgimento» della Bielorussia.
 
07.49 – Guerini: «L’Italia contribuisce a rafforzare deterrenza»
L’«invasione in corso da parte russa ha ricevuto una risposta ferma e coesa da parte dell’intera comunità internazionale. L’Italia, nel condannare questo gravissimo attacco, continuerà a richiamare la necessità di promuovere ogni strumento diplomatico che contribuisca a fermare la crisi». Così il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che ha incontrato ieri a Budapest il suo omologo ungherese, Tibor Benko. «Partecipiamo in maniera significativa alle tante iniziative dell’Alleanza per rafforzare la deterrenza, come ad esempio la presenza avanzata in Lettonia e l’air policing in Romania», ha affermato.
 
Ore 7.37 – Esercito ucraino: l’avanzata russa rallenta
L’avanzata delle truppe russe in Ucraina ha rallentato «notevolmente» e i soldati sono «demoralizzati.

Ore 6.53 – Ambasciatrice Usa alla Nato: non siamo pronti alla no-fly zone
L’ambasciatrice degli Stati Uniti presso la Nato, Julianne Smith, ha dichiarato che l’alleanza non è pronta a procedere all’imposizione di una no-fly zone sui cieli dell’Ucraina, una iniziativa che la Russia potrebbe considerare una dichiarazione di guerra di fatto. «Al momento il nostro obiettivo è di porre fine alla guerra», ha dichiarato l’ambasciatrice all’emittente televisiva statunitense Cnn. «Non vogliamo che questo conflitto si allarghi oltre l’Ucraina, e dunque al momento il segnale collettivo della Nato è che l’alleanza non è pronta a procedere con una no-fly zone», ha spiegato la funzionaria. Smith ha però aggiunto che alcuni tra i Paesi membri dell’Alleanza stanno assumendo iniziative tese a «fornire assistenza letale all’Ucraina e asset necessari alle sue necessità di sicurezza». L’ambasciatrice ha confermato in particolare che i funzionari Usa stanno discutendo col governo della Polonia il potenziale invio di caccia Mig-29 di era sovietica alle forze ucraine. Il presidente ucraino Zelensky in un video aveva chiesto alla Nato proprio di imporre una no-fly zone per bloccare i bombardamenti russi.

Ore 6.35 – Oggi l’evacuazione dei civili in cinque città

C’è paura, non tanta fiducia ma la Russia ha promesso, dalle 10 ora locale, di lasciar partire i civili senza la pioggia di bombe e sventagliate di mitra dei giorni scorsi. La Russia si dice «pronta» a un cessate il fuoco oggi stesso, «ore 10 di Mosca». Le città indicate per le evacuazioni sono Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv e Mariupol.

Ore 6.04 – La minaccia russa: interruzione delle forniture del gas
Il vice primo ministro della Russia Aleksandr Novak ha avvertito che Mosca potrebbe decidere di tagliare le forniture di gas naturale all’Europa attraverso il gasdotto Nord Stream 1: «In relazione alle accuse infondate ai danni della Russia per la crisi energetica in Europa e all’imposizione di un divieto al Nord Stream 2, abbiamo tutto il diritto di assumere decisioni corrispondenti e imporre un embargo al gas inviato attraverso il gasdotto Nord Stream 1», ha dichiarato il Novak, precisando che al momento la Russia «non ha assunto tale decisione». Novak ha affermato che la decisione di Stati Uniti e Unione europea di bloccare le importazioni di petrolio dalla Russia potrebbe spingere i prezzi a 300 dollari al barile: «Un rigetto del petrolio russi avrebbe conseguenze catastrofiche per il mercato globale», ha affermato il vicepremier.

Ore 5.30. A Mariupol manca tutto: acqua, gas e corrente elettrica. I cittadini sono al gelo senza riscaldamento: è quanto denuncia l’ong per i diritti umani Human Rights Watch. «I civili di Mariupol sono intrappolati in un incubo gelato e arido senza luce e vivono sotto la costante minaccia dei bombardamenti russi», dichiara in una nota Jonathan Pedneault, dirigente di Hrw. «Le forze russe e ucraine devono prendere i necessari provvedimenti per permettere ai civili di lasciare la città e di soddisfare i bisogni più elementari per coloro che restano». Il 6 marzo, denuncia Hrw, una cannonata russa ha colpito un ripetitore di telefonia mobile, rendendo il coordinamento dei soccorsi praticamente impossibile.

Ore 5.19 – Funzionario ucraino: bambini uccisi in attacco a Sumy

Ci sarebbero bambini tra le vittime degli attacchi aerei sulla città ucraina di Sumy portati dai russi ieri sera. Lo afferma il capo dell’amministrazione militare regionale, Dmytro Zhyvytsky, in un video postato su Facebook. «Purtroppo ci sono bambini tra le vittime» ha detto, aggiungendo che nel bombardamento più di dieci persone sono rimaste uccise.

Ore 5.03 Rsf, fotogiornalista svizzero ferito da russi vicino a Kiev
Il fotoreporter svizzero Guillaume Briquet è rimasto ferito in Ucraina, nella regione di Mykolaiv, non lontano da Kiev, da uomini delle forze russe, che gli avrebbero sparato contro mentre viaggiava in auto. Lo scrive Reporter senza frontiere (Rsf) su Twitter, aggiungendo che il giornalista, 58 anni, si trova ora in ospedale. Rsf dice che Briquet ha «evitato d’un soffio i proiettili» e che è stato bersagliato malgrado avesse chiaramente scritto «Press» sul fianco dell’automobile e su giubbotto ed elmetto. «Hanno chiaramente sparato per uccidere» ha dichiarato il giornalista a Rsf, che ne pubblica una foto con tracce di sangue sul volto. Secondo varie fonti, chi gli ha spara lo ha anche rapinato di 3.000 euro, del pc, dell’elmetto e di altro materiale.

ore 4.50 – Russia e Bielorussia, nuove sanzioni dal Giappone
Il governo giapponese ha annunciato nuove sanzioni contro Russia e Bielorussia, tra cui il blocco dei fondi di alti funzionari e oligarchi e il veto all’esportazione di apparecchiature e macchinari per l’industria petrolifera. Il portavoce del governo nipponico Hirokazu Matsuno ha spiegato in una conferenza stampa che anche Minsk è «chiaramente coinvolta» nell’invasione dell’Ucraina ed è pertanto oggetto delle sanzioni. Le misure addizionali includono venti alti esponenti e oligarchi russi così come altri dodici bielorussi, che si aggiungono ai nomi di quanti hanno già subito il congelamento dei fondi in Giappone. Tra loro, i presidenti russo e bielorusso. Il Giappone ha inoltre proibito la vendita alla Russia dei macchinari destinati alle raffinerie petrolifere e vietato la vendita alla Bielorussia di semiconduttori e altri beni che possano essere impiegati nell’industria militare.

ore 4.27 -Bottiglia molotov contro la Casa della cultura russa a Parigi
Una bottiglia incendiaria è stata lanciata contro la Casa Russa della Scienza e della Cultura a Parigi. «Chiediamo che le autorità francesi assicurino la dovuta sicurezza delle nostre sedi istituzionali».

Ore 2.20 – La Banca Mondiale ha approvato un programma di aiuti supplementari
Immediati aiuti all’Ucraina per 489 milioni di dollari. Il programma è battezzato «Finanziamento della ripresa dopo l’emergenza economica in Ucraina» ovvero «Liberate l’Ucraina». Già il primo marzo scorso l’istituzione di Washington aveva annunciato che stava preparando un aiuto urgente per 3 miliardi di dollari in favore dell’Ucraina, di cui almeno 350 milioni dovevano essere subito sbloccati, un importo irrobustito con la decisione adesso presa dal consiglio d’amministrazione della Banca Mondiale. I fondi serviranno per garantire i servizi essenziali alla popolazione ucraina, per il pagamento dei salari ai lavoratori sanitari, delle pensioni nonché per i programmi sociali a favore delle fasce vulnerabili.

Ore 2.34 – Ucraina: respinti da Gb a Calais circa 300 profughi
La Gran Bretagna ha respinto circa 300 cittadini ucraini che cercavano di raggiungere il Paese dal porto francese di Calais. Lo riferisce la BBC. Sono 589 i profughi arrivati dall’inizio dell’invasione russa a Calais, secondo quanto riferito dalle autorità prefettizie locali: di questi, 286 sono stati respinti dalla Gran Bretagna. Alcuni cittadini ucraini a Calais hanno raccontato alla BBC di aspettare da una settimana l’ottenimento di un visto secondo lo schema di ricongiungimento familiare previsto dalla Gran Bretagna. Sono 17.700 gli ucraini che hanno fatto richiesta di visto a Londra ma sono solo 300 quelli che finora lo hanno ottenuto. Ieri il premier britannico Boris Johnson ha affermato che la Gran Bretagna è «un Paese molto generoso» ma che vuole mantenere il controllo sugli arrivi.

Ore 2.03 – Navi Usa nel Baltico «seguite» dai russi
La marina militare russa sta seguendo i movimenti di due incrociatori lanciamissili americane che sono entrate nel mar Baltico, secondo quanto afferma il ministero della Difesa di Mosca, citato dall’agenzia Tass. Le due unità sono la Uss Donald Cook e la Uss Forrest Sherman, armate di missili guidati Tomahawk a medio raggio con capacità anche nucleare, e vengono seguite dalla Flotta russa del Baltico, ha comunicato alla stampa il ministero.

Ore 1.49 – Zelensky richiama i riservisti ucraini per difendere il Paese
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato nella notte un decreto che richiama i soldati ucraini dislocati nelle forze di peacekeeping perche’ rientrino in Ucraina per difendere il Paese. Lo scrive Kyiv Independent su Twitter, aggiungendo che, in base al decreto, “tutti i soldati e i loro equipaggiamento devono tornare in Ucraina per contribuire allo sforzo bellico”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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