Prof pestato a Casavatore, l’intervista a Morabito e le querele contro chi lo ha accusato di comportamenti ambigui

0
Condividi
1.421 Visite

“Erano in cinque, tutti di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Mi hanno aggredito con calci e pugni. Poi, mentre si allontanavano, mi hanno detto che se ne sarebbero fregati delle mie denunce”. Enrico Morabito, 40 anni, docente di materie letterarie, ha raccontato del pestaggio subito con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. L’insegnante ha lavorato per qualche giorno – in veste di supplente – al De Curtis di Casavatore, un istituto comprensivo che accoglie oltre 750 alunni. Morabito, che risiede nel comune a nord di Napoli, era alla prima esperienza nella scuola della sua città. Per quattro giorni è stato a contatto con i ragazzi di una prima e di una terza media. Le problematiche sarebbero sorte, fin dal primo giorno, con gli alunni più giovani. “Una classe vivace, ma come ne ho viste tante in altre occasioni – spiega il professore – Nei pochi giorni che ho lavorato al De Curtis ho cercato di far capire ai ragazzi che il loro comportamento era sbagliato. Li ho ripresi, richiamati all’ordine, ma senza mai trascendere con il linguaggio. Loro si alzavano di continuo, lanciavano oggetti in aula o uscivano senza chiedere il permesso. Ho dovuto, mio malgrado, sottoscrivere più di un rapporto disciplinare per stigmatizzare il loro comportamento”. Alla conclusione dei quattro giorni di supplenza, nel pomeriggio di giovedì, cinque persone – non ancora identificate – si sono presentate presso l’abitazione dell’insegnante.

“Hanno citofonato e riferito a mia madre, che nel frattempo aveva risposto, che erano amici passati a salutarmi – racconta ancora Morabito – Sono sceso e mi sono imbattuto in cinque persone che erano ad attendermi. Mi hanno chiesto se fossi il docente che insegnava al De Curtis. Erano tutti a volto scoperto. Al mio sì, senza darmi il tempo di dire che ero un supplente, mi hanno aggredito brutalmente: calci e pugni, sono stato colpito alla fronte, alle braccia e in altre parti del corpo. Erano persone che non avevo mai visto e non ricordo cosa dicessero mentre mi picchiavano. Il sangue era ovunque, sull’asfalto e anche sul portone del palazzo. Quando si sono allontanati, ho chiamato i carabinieri di Casavatore per sporgere denuncia. Poi un’ambulanza mi ha accompagnato in ospedale, al San Giovanni di Dio di Frattamaggiore. Per fortuna nulla di grave: la prognosi è di sette giorni, ma poteva finire molto peggio. Cosa sarebbe accaduto se fossero stati armati? Sono ancora spaventato e arrabbiato – racconta ancora Enrico – Non solo perché è accaduto nella mia città, ma anche perché non mi era mai capitata una cosa del genere. Ho sempre ricevuto elogi in tutti gli istituti in cui ho lavorato”. La vittima dell’aggressione è nota anche per le esperienze maturate nel campo teatrale e cinematografico. “Dirigo corsi di regia cinematografica e teatrale in un’accademia di Casalnuovo – aggiunge Enrico – Negli ultimi tempi il lavoro è diminuito, così ho deciso di sfruttare la mia laurea e darmi da fare con le supplenze. Non riesco a darmi una spiegazione di ciò che è accaduto l’altro giorno . Ripeto: c’era anarchia in classe e ho paventato ai ragazzi che quel comportamento avrebbe potuto danneggiarli sotto il profilo disciplinare. Mai avrei pensato che qualcuno me lo avrebbe fatto pagare”. Sulla pagina Facebook di Enrico, che qualche anno fa è stato candidato al consiglio comunale di Casavatore, sono stati postati centinaia di commenti, in gran parte attestati di solidarietà e ferma condanna dell’accaduto.

Tra i commentatori, tuttavia, c’è chi riconduce il pestaggio a un comportamento “ambiguo” da parte dell’insegnante, che sarebbe stato “picchiato per aver parlato in aula di masturbazione e per aver offeso e minacciato gli alunni”. Il docente, intanto, ha ricevuto la solidarietà del preside dell’istituto comprensivo, il professor Giuliano Mango, che ha disposto l’avvio di un’indagine interna. “Il preside mi ha chiamato, mi ha manifestato solidarietà e riferito che qualcuno gli avrebbe dato una versione diversa dalla mia. Mi auguro solo di non passare da vittima a carnefice. Quando sono arrivato al De Curtis, il dirigente scolastico era stato il primo a dirmi che in classe c’erano ragazzi vivaci, alcuni dei quali figli di separati e con situazioni familiari particolari alle spalle, e di far quindi leva sulla mia autorità. Ho fatto il mio dovere – sottolinea Morabito – e senza mai andare oltre il consentito e il lecito”. Le indagini, intanto, proseguono: i carabinieri di Casavatore avrebbero anche l’identikit di uno dei cinque aggressori, ricostruito grazie al racconto della vittima. Ieri Morabito è stato ascoltato dagli inquirenti e ha sporto denuncia contro alcuni utenti social.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti