Sexcetera. Dipendenza patologica dal sesso: uno studio spiega perché alcuni uomini ne soffrono

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Esiste una patologia chiamata ipersessualità, o dipendenza dal sesso, e rientra nella categoria delle “dipendenze comportamentali“: quei comportamenti patologici nei confronti di oggetti o attività apparentemente innocue (come il cibo, il gioco d’azzardo, il lavoro, lo shopping e la sessualità). Questo disturbo viene spesso confuso erroneamente con l’alta frequenza di rapporti sessuali. Ma mentre in quest’ultimo caso le persone vivono eccessi sessuali che riescono a gestire, quanti dipendenti dal sesso sperimentano una completa perdita di controllo sulla propria capacità di dire no e di scegliere quando si tratta di sesso.

Come di manifesta l’ipersessualità

Il comportamento dell’ipersessuale è caratterizzato da fantasie sessuali ricorrenti, impulsi e comportamenti promiscui che non riesce a controllare in nessun modo, e di cui il soggetto si vergogna o per cui nutre sensi di colpa. Tra i più frequenti comportamenti c’è quello di avere rapporti con molti partner diversi e a pagamento, il sesso telefonico, il cybersex, un uso ricorrente della pornografia, la masturbazione compulsiva. Si tratta di comportamenti dal carattere marcatemante impulsivo e/o compulsivo e che sono abbinati a pensieri ossessivi circa le fantasie e le condotte in questione. Ovviamente, questi “eccessi” sessuali creano forti disagi a tal punto da interferire con la vita sociale, lavorativa e di coppia ed è per questo che sono considerati una patologia.

Di recente l’ipersessualità è stata riconosciuta come disturbo del comportamento sessuale compulsivo, fatto che costituisce un significativo passo avanti per l’identificazione e il trattamento dei pazienti che ne soffrono. Non c’è però ancora luce sulle cause di questa patologia. Di certo gli ipersessuali vivono la sessualità come una risposta a stati d’animo spiacevoli (es. umore depresso) o come una strategia per ridurre lo stress.

Le ricerche condotte sino ad ora sulla risposta sessuale hanno osservato un coinvolgimento delle strutture cerebrali del sistema di ricompensa mesolimbico (interviene in ogni processo legato alla motivazione) e della dopamina (neurotrasmettitore che controlla la sensazione di piacere); manca  però il collegamento tra queste osservazioni e l’attivazione degli impulsi sessuali incontrollabili che causano l’ipersessualità. Una qualche luce sulle cause di questo disturbo è stata gettata da uno studio svedese dell’Università di Umeå (Umeå) e della Karolinska Institutet (Stoccolma), pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism della Endocrine Society. Gli studiasi hanno infatti scoperto che l’ossitocina, noto come “ormone dell’amore”, potrebbe spiegare perché alcuni uomini hanno un disturbo ipersessuale, e trovato nella terapia cognitivo-comportamentale una possibile cura per gestirle il disturbo in maniera efficace.

Lo studio

Sono stati analizzati i campioni di sangue di 64 uomini sani con disturbo ipersessuale confrontandoli con i campioni di sangue di 38 uomini senza disturbo ipersessuale, sottoponendo i componenti di entrambi i gruppi a un questionario. I risultati iniziali hanno rivelato che il gruppo di uomini con una dipendenza dal sesso aveva livelli di ossitocina più alti rispetto a quelli senza il disturbo, e che livelli più alti erano associati a un punteggio maggiore per il comportamento ipersessuale.

L’ossitocina e la dipendenza dal sesso

L’ossitocina è un ormone prodotto dall’ipotalamo e rilasciato dalla ghiandola pituitaria, ed è coinvolto nel legame sociale, nella regolazione dello stress del comportamento sessuale e nel percorso della ricompensa. Evidenze scientifiche indicano che il rilascio centrale di ossitocina contribuisce a modulare e mantenere i livelli di cortisolo che favoriscono un rapido ritorno agli stati di base pre-stress, oltre ad avere un ruolo neuromodulatore sulla via della ricompensa con effetti inibitori sui comportamenti di dipendenza.

Una ricerca in particolare, mostra come questo ormone svolga un ruolo centrale nel controllo della funzione erettile e del comportamento sessuale maschile. In questa direzione è andata anche la ricerca svedese dimostrando come, mentre livelli normali di ossitocina servono ad aver un comportamento sessuale sano, livelli elevati di questo ormone presenti negli uomini potrebbero essere causa dell’ipersessualità.

La terapia cognitivo-comportamentale come cura

Nella seconda fase dello studio, i ricercatori svedesi hanno testato la terapia cognitivo-comportamentale o CBT (attualmente considerata a livello internazionale uno dei più affidabili ed efficaci modelli per la comprensione ed il trattamento dei disturbi psicopatologici) sui 30 uomini con disturbo ipersessuale. Si è notato che questo trattamento consente di riportare a livelli normali l’ossitocina. Le analisi del sangue di follow-up hanno, infatti, mostrato che dopo un ciclo di CBT della durata di 7 settimane, gli uomini ipersessuali avevano livelli di ossitocina ridotti rispetto alle loro concentrazioni iniziali. La terapia CBT ha così consentito di ridurre i livelli di ossitocina e di gestire la dipendenza dal sesso e i suoi comportamenti associati.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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