“Cerco autisti, offro 3mila euro al mese ma non li trovo”, l’annuncio di Gerardo

0
Condividi
7.157 Visite

Ho bisogno di 60 autisti. Nove ore al giorno per 5 giorni, tremila euro netti al mese. Contratto della logistica, tutto in regola. Siamo arrivati a 80milioni di fatturato ma potremmo fare di più: il nostro giro d’affari è limitato dalla mancanza di personale“. E’ l’annuncio disperato di Gerardo Napoli, 49 anni, amministratore unico dell’azienda salernitana Napolitrans. Ieri il Sole 24 Ore ha sollevato l’allarme della mancanza  di autisti e camionisti. Gerardo afferma di non essere stupito della difficoltà di trovare autisti disponibili a lavorare. Infatti, non ha ricevuto alcuna richiesta di candidatura. Ecco come risponde in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera.

Come è possibile?

«Per fare il camionista ci vuole la patente E. Per prenderla servono seimila euro circa e sei mesi di studio. Non tutti hanno la costanza e i soldi».

Anita, l’associazione della logistica aderente a Confindustria, propone di favorire gli ingressi di extracomunitari con la patente.

«È sicuramente una strada. Ci sono tanti ucraini e kazaki pronti a fare questo mestiere. Dopo un anno di lavoro devono ottenere la Cqc, la carta di qualifica-zione del conducente».

Non sarà che gli extracomunitari vengono pagati meno? Magari attraverso escamotage come il distacco di manodopera?

«Qui li impieghiamo con il contratto italiano della logistica. Sul piano dei costi per noi non cambia niente».

Se a chi perde il lavoro, diciamo alla Whirlpool di Napoli per esempio, fosse data la possibilità di fare la patente E a un costo agevolato?

«Non possiamo farci carico noi del costo della patente. Si fa presto a fare i conti: 6 mila euro per 60 lavoratori equivarrebbero a 360 mila euro, un investimento troppo oneroso. Per di più con il rischio che presto il lavoratore si licenzi per passare a un concorrente. Ma se ci fosse un investimento pubblico per aiutare disoccupati in uscita da un’azienda in crisi a conseguire la patente, noi valuteremmo con attenzione le candidature. L’importante è che si tratti di persone con la giusta attitudine». Qualcuno le chiama politiche attive del lavoro.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti