Di Battista presenta il suo libro e non le manda a dire a Draghi e Conte

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Alessandro Di Battista durante la trasmissione televisiva 'Porta a porta' in onda su Rai Uno, Roma, 29 gennaio 2019. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
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Alessandro Di Battista è riapparso per presentare «Contro!», il suo ultimo libro edito da Paper First, la casa editrice del Fatto Quotidiano. Al giornale di Marco Travaglio recapita le anticipazioni del volume, tramite un’intervista pubblicata ieri. «Fu Luigi Di Maio a dirmi, a fine novembre 2020, che la crisi del governo Conte ci sarebbe stata», scrive nel libro. «Mi disse che Matteo Renzi non si sarebbe fermato», aggiunge rispondendo al Fatto. L’ex deputato racconta di nuovo di quando gli proposero di diventare ministro del Conte bis, ma insieme a Maria Elena Boschi. «Per il bene del M5s dissi di sì», ricorda Di Battista in una diretta con Andrea Scanzi nel pomeriggio. E poi? «Mi chiamò Stefano (Patuanelli ndr) e mi disse che c’era un problema e che dal Pd avevano detto se entra lui entra anche la Boschi». Quindi non se ne fece niente. Ma la rivelazione vera è sul Conte ter appoggiato dai responsabili. Un governo mai nato di cui l’ex grillino avrebbe voluto far parte. «Ho detto a Luigi Di Maio e a Stefano Patuanelli che avrei accettato di fare il ministro qualora fosse arrivata una proposta concreta. Mi sarebbe piaciuto occuparmi di Politiche giovanili», si legge nel libro. In ballo anche l’Ambiente, «ma non volevo minimamente inimicarmi Sergio Costa, un servitore dello Stato».

Fonte Il Giornale

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