Marano-Villaricca-Sant’Antimo, interdittive antimafia confermate anche in sede di Tar. Bocciati i ricorsi di Myia, Puca, Villa Borghese e Polverino

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Provvedimenti interdittivi confermati anche in sede di giustizia amministrativa. Il Tar si è pronunciato sui ricorsi di alcuni imprenditori operanti nei comuni di Marano, Villaricca e Sant’Antimo, destinatari delle misure emesse nei mesi scorsi o in qualche caso anche oltre un anno fa. Sono stati bocciati (nel merito) i ricorsi presentati dai legali di Vincenzo Polverino, titolare di una macelleria e hamburgheria al corso Europa di Marano. I negozi furono chiusi oltre un anno fa, ma Polverino aveva poi tentato la strada dei ricorsi nelle competenti sedi amministrative. Il Tar, che si era già pronunciato sulla richiesta di sospensione cautelare degli atti, aveva già dato ragione all’ufficio antimafia della prefettura diretto dalla dirigente Carmela Iovino e dal funzionario Salvatore Carli. Ora i giudici amministrativi, dopo un’ulteriore valutazione di merito, hanno confermato il provvedimento sottoscritto a suo tempo dal prefetto Marco Valentini.

Identico discorso anche per la ditta Pecchinedda costruzioni, operante sempre nel comune di Marano. Nulla da fare inoltre per i titolari del ristorante Villa Borghese (nella foto), gestito dalla società Donna Imma, riconducibile alla famiglia di Angelo Simeoli, imprenditore del mattone ritenuto contiguo al clan Polverino e attualmente agli arresti domiciliari. I giudici del Tar si sono pronunciati, non concedendo la sospensiva, anche sui ricorsi presentati dai legali del bar Myia di Villaricca, notissimo locale ubicato sulla circumvallazione esterna, e della Edi P&P Sas di Angelo Puca di Sant’Antimo.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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