Quella che volge al termine è stata una settimana importante, decisiva per il Comune di Marano. Tanti eventi si sono concentrati in pochi giorni e molti altri si verificheranno nel giro dei prossimi. La bocciatura della delibera per l’esternalizzazione del servizio idrico ha affossato le residue speranze della giunta Visconti, che senza quell’atto ha ora serie difficoltà per la predisposizione del bilancio e per poter pianificare uno straccio di amministrazione e organizzazione. Il sindaco Visconti è stato affossato dal suo stesso partito, il Pd, ma non ritiene di doversi dimettere.
Non ritiene di doversi dimettere né tanto meno il Pd – che lo ha affossato – non ha ancora sciolto il nodo sul passaggio all’opposizione, atto dovuto dopo quello che è accaduto nell’ultimo Consiglio comunale. Visconti, per tutta risposta, ha prima esautorato l’assessore Perrotta e ha poi rinnovato la tessera con i democratici, segno evidente che spera ancora che qualcuno vada in suo soccorso. Come spera ancora nel sostegno dei “fantastici” tre oppositori che da tempo flirtano con lui e che nell’ultimo consiglio comunale non si sono presentati con l’obiettivo (non riuscito) di favorirlo.
Questi i fatti più importanti degli ultimi giorni. Ma non finisce qui, perché sull’ente aleggia sempre lo spettro dello scioglimento per camorra. Le carte sono al vaglio del prefetto Marco Valentini e nei prossimi giorni saranno inviate al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che doveva riunirsi la scorsa settimana, si riunirà entro la giornata di giovedì. Lo scioglimento del municipio, ad ogni modo, è da ritenersi ormai una mera formalità. Lo abbiamo scritto molte volte: lo scioglimento è da ritenersi certo al 99 per cento.
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