Marano: “Soldi e favori a un carabiniere”: Cerullo sarà processato con il rito abbreviato

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Va a giudizio (con il rito abbreviato) Sabatino Cerullo, meglio noto come “Ciccio pertuso”, uno degli esponenti di punta del clan Polverino. L’uomo, arrestato anni fa per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti e tuttora in carcere, è accusato di aver elargito o promesso denaro e favori a un carabiniere un tempo in servizio presso la caserma di Marano. Il militare è anch’egli imputato, ma da oltre un anno è stato assegnato ad altro incarico e non figura nell’organico dell’attuale Compagnia.

Cerullo, dunque, ha scelto il rito abbreviato, mentre per il carabiniere sarà necessaria un’udienza preliminare che si terrà nei prossimi mesi. L’indagine è condotta dal pubblico ministero Maria Di Mauro.

L’indagine scaturisce dalle dichiarazioni del pentito Biagio Di Lanno e da un’intercettazione ambientale di qualche anno fa. I fatti per i quali i due sono coinvolti sono antecedenti all’ottobre del 2015. Le parole intercettate sono quelle dei figli del boss. I due, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero parlato del carabiniere e, in particolare, dei favori che avrebbe ricevuto dal loro genitore. Cerullo e il militare devono rispondere delle accuse di corruzione e concussione, reati aggravati dalla finalità mafiosa. Secondo la pubblica accusa, il carabiniere avrebbe “compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio”, evitando di esercitare “pressanti controlli sul territorio e nello specifico nelle zone di Marano dove operano gli affiliati al clan” e avrebbe fornito “notizie su indagini e imminenti perquisizioni o esecuzione di provvedimenti restrittivi a carico di esponenti del clan”.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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