Marano, il pagellone di fine d’anno della politica locale. Da Visconti a Coppola, da Di Marino a Giaccio

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Il pagellone di fine d’anno della politica maranese non poteva mancare. Abbiamo già scritto che quello che sta per andare in archivio è stato un anno agghiacciante per il Comune di Marano, che ha preso sberle (come un pugile suonato) da tutte le parti. L’85 per cento dei cittadini è palesemente scontento dell’operato dell’amministrazione comunale, i problemi sono numerosi (dalle strade agli impianti idrici, dalle bollette pazze agli sversamenti abusivi, dalle sconfitte in sede di giustizia amministrativa al possibile scioglimento per camorra).

Ora, però, entriamo nel dettaglio con i voti ai principali protagonisti della vita politica cittadina.

Rodolfo Visconti: è uno dei sindaci meno amati della storia della città. Ha ereditato grane enormi, certo, ma ha avuto la capacità di scontentare tutti: non ha risolto una sola, una, delle criticità note al momento del suo insediamento: dal mercato ortofrutticolo al mercato pannino e via discorrendo. Promise che si sarebbe dimesso se non avesse recuperato tutti i finanziamenti di Città Metropolitana, ma non lo ha fatto. Pessima la strategia comunicativa, conosce poco e male il territorio, non ha nozioni serie sulla storia amministrativa del municipio (vicende come il Pip o quella del cimitero, ad esempio) e si è spesso circondato di assessori scadenti o yes man senza alcuna utilità. Voto 2–. Palesemente inadeguato per una città di 60 mila abitanti.

Paolino D’Alterio: prima assessore e poi vicesindaco non si sa per quale meriti, se non per essere amico di lunga data di Visconti. Di Marano, della storia politica e amministrativa e dei problemi della città, conosce pochissimo. Risulta indigesto a molti della sua stessa maggioranza, anche per i suoi modi alquanto poco ortodossi. Sul patrimonio ha fatto pochissimo e male e anche per le strisce blu stiamo ancora aspettando le modifiche che egli stesso annunciò due anni fa. Sua la boutade del secolo: rendere il corso Europa nuovamente a doppio senso. Va avanti a suon di interviste concordate con giornali “amici”. Voto 1.

Pasquale Coppola: che tristezza vedere un uomo della intelligenza e della sua esperienza politica essere così attaccato alla poltrona di consigliere comunale. Che tristezza vederlo flirtare con consiglieri che hanno meno di un quarto delle sue conoscenze. Gente di primo pelo, che ha un unico obiettivo: la sedia e qualche clientela. Pasquale Coppola è la principale delusione di questa consiliatura (oltre il sindaco). Coppola ha il demerito di aver puntato tutte le sue fiches su un personaggio come Visconti, di cui anche lui non ha alcuna stima politica. Ed è recidivo: a suo tempo si intestardì con Michele Palladino, candidato sindaco del centrosinistra che poi sostenne Liccardo (Forza Italia) nella sua fase finale. Ha il demerito di aver “instradato” anche un altro consigliere di “peso” che poi, imparato il mestiere, lo ha repentinamente “appeso”. Voto 2.

Lorenzo Abbatiello: è da quasi un anno e mezzo il consigliere di maggioranza aggiunto. Eletto con l’opposizione, non ha perso tempo per mostrarsi tenero, tenerissimo con Visconti e soprattutto con “l’amico” D’Alterio. Molto condizionato da altri fattori, soprattutto interni al municipio. Peccato! E’ giovane, non stupido, e avrebbe potuto contraddistinguersi per impegno, tenacia e coerenza. E invece….Voto 2,5.

Lorenzo Di Marino: si atteggia a statista, ma non ne “ingarra” quasi mai una. Ogni tanto dice la sua sui social, come nel caso del bene confiscato assegnato con modalità da brivido, e quando la dice toppa clamorosamente. Notoria la sua sintonia politica con Pasquale Coppola. I due sono un vulcano di idee, una peggiore dell’altra. Allergico alle critiche, anche quelle mosse per il suo bene, è notoriamente incline alla “vendetta” politica. Voto 2,5.

Marta Monti: non pervenuta.

Annina Garofalo: tanta buona volontà, ma fumosa e fissata (da anni) con i soliti due o tre temi. Voto 3,5.

Nicola Moio: ragazzo perbene, ma anche da lui ci si aspettava qualcosa in più, almeno in termini di grinta, verve, vivacità dialettica. Si accontenta del compitino e ha paura di affondare il colpo in Consiglio comunale. Occasione sprecata. Difficilmente gli ricapiterà. Voto 5-.

Domenico Paragliola: presidente del Consiglio che aveva iniziato facendo ben sperare tutti. Aveva criticato aspramente Visconti, sollecitato cambiamenti. Poi si è ammosciato, afflosciato, come un gelato all’equatore, appiattito sul grigiume amministrativo e ha iniziato (come accaduto anche in passato) a guardare soprattutto al suo tornaconto politico. Voto 3-.

Luigi Carandente: voleva spaccare il mondo inizialmente, ma ha commesso un errore imperdonabile: piazzare al primo giro (come assessore) la sua consorte. Questo gli ha procurato invidie e antipatie, anche interne al suo gruppo. Invidie e antipatie che ha poi pagato a caro prezzo. Ora è all’opposizione e dice peste e corna dell’operato di Visconti, ma anche lui – giovane e non stupido – avrebbe potuto e dovuto fare di più. Le anomalie amministrative sono tante, ma lui si tiene cauto, abbottonato per amor di “patria”. Voto 4.

Enzina Carandente: se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Quando non era consigliera criticava aspramente tutti, persino i commissari che, seppur con qualche incertezza ed errori, alla fine qualcosina di buono la fecero su alcuni punti. Ora è diventata più “viscontiana” di Visconti. Attacca gli altri, ma non conosce un fico secco della storia del municipio. E’ al suo primo e ultimo giro, e lo sa, e quindi non si schioda nemmeno sotto tortura. In tanti avevano riposto fiducia in lei, ma lei non vuole e non può prendere le distanze da questo scempio. Voto 3,5.

Stefano Catone: non pervenuto.

Antonio Nastro: giovane vecchio del consiglio comunale. Prometteva grandi cose e impegno per la città, invece anche a lui ha pensato esclusivamente al proprio tornaconto politico. Voto 3.

Rita Savanelli: non pervenuta.

Maria Accongiagioco: non pervenuta.

Ciro Marzi: no comment. Voto 1.

Matteo Bruno: giovane vecchio anch’egli. Voto 3-.

Teresa Giaccio: ha esperienza amministrativa e ottime capacità dialettiche. E’ rimasta una dei pochissimi oppositori veri della giunta Visconti. Su alcune vicende ha tenuto botta. Su altre avrebbe potuto spingere di più sull’acceleratore, su altre ancora avrebbe potuto dare altri segnali. Spiace vederla destreggiare in un civico consesso di scarsa qualità. Poteva dimettersi, come hanno fatto altri candidati sindaco, ma questa tesi non l’ha mai persuasa. Sono scelte. Avrà fatto quella giusta? Voto 5,5.

Flora Angellotti: non pervenuta.

Salvatore Perrotta junior: assessore del Pd, ma in realtà assessore per se stesso. In quasi due anni, prima che la delega gli fosse tolta, non è riuscito nemmeno ad elaborare uno straccio di bando per lo stadio comunale. Voto 3,5.

Bianca Perna: tanto impegno, sì, ma troppe “sviste” su alcune importanti vicende. Non vede o non vuole vedere? Voto 5.

Marinella De Nigris: ci aspettavamo di più, soprattutto per il settore igiene urbana. Molte le cose, troppe, che le sono sfuggite. Vale lo stesso discorso fatto per la Perna. Voto 4-.

 

 

 

 

 

 

 

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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