“Il virus mutato è veloce perché contagia i bimbi”. Questo il titolo di un’intervista del Messaggero a Roberto Cauda, ordinario di Malattie Infettive all’Università Cattolica e direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive del Policlinico Gemelli. Lo scienziato afferma che la maggiore diffusione tra i bambini (su cui “gli effetti del virus sono per fortuna poco significativi”, specifica) è per ora soltanto un’ipotesi, che però “spiegherebbe perché la nuova variante inglese si sta diffondendo tanto rapidamente”.
L’esperto ha spiegato come tra i nuovi positivi vi siano moltissimi under 15, ma rassicura sottolineando che gli effetti del virus su questa fascia d’età rimangono poco significativi.
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