Secondo quanto si legge nella bozza della manovra, il bonus bebè resta in vigore nonostante l’arrivo a partire da luglio prossimo dell’assegno unico e verrà riconosciuto a tutti i bambini nati o adottati da primo gennaio al 31 dicembre 2021.
La bozza della manovra 2021 prevede quindi queste due misure a sostegno dei genitori, o meglio di chi diventerà genitore nel 2021. Per i bambini nati o adottati nel 2021, si potrà chiedere sia il bonus bebè che l’assegno unico per i figli.
Il bonus bebè sembrava in forse dopo che il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, aveva confermato che nel 2021 sarebbe partito l’assegno unico per i figli.
In tanti, a quel punto, si sono chiesti se l’assegno sarebbe andato a sostituire il bonus bebè. Ma la risposta arriva dalla bozza della manovra, in cui il bonus bebè viene confermato per il 2021.
Nella bozza della manovra il bonus bebè è previsto con un onere valutato in 340 milioni di euro per il 2021 e in 400 milioni di euro per il 2022.
Non c’è alcun vincolo di reddito Isee, ma sarà graduato in base alla condizione economica. Per famiglie con Isee fino a 7.000 euro l’importo del bonus bebè per il primo figlio è di 160 euro al mese.
Se invece la famiglia ha un Isee tra 7.000 euro e 40.000 euro il bonus è di 120 euro al mese, mentre per Isee superiori a 40.000 euro o in caso di non presentazione l’importo mensile del bonus bebé è di 80 euro.
Come nel 2020, anche nel 2021 in presenza di figli successivi al primo, nati o adottati tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2021, gli importi del bonus bebè dovrebbero aumentare del 20%. Per Isee fino a 7.000 euro, come nel 2020 il bonus bebè per i figli successivi al primo sarà di 2.304 euro all’anno.
Per Isee tra 7.000 euro e 40.000 euro l’importo (per i figli successivi al primo) è di 1.728 euro all’anno. Per Isee superiori a 40.000 euro o in sua assenza, l’assegno del bonus per i figli successivi al primo è di 1.152 euro.
L’ASSEGNO UNICO PER I FIGLI – Dal 1° luglio 2021 arriverà anche l’assegno unico per i figli per tutti i lavoratori, sia autonomi che dipendenti, ma anche a disoccupati e incapienti.


























