Premessa: non accadrà un bel nulla, nessuno sarà sgomberato ed è altamente probabile che gli inquinatori, una buona parte, proseguiranno imperterriti. Gli ultimi provvedimenti adottati dal Comune servono, grosso modo, per fare colpo o scena sulla commissione d’accesso che indaga sul municipio.
Di cosa parliamo? Ieri sono state pubblicate svariate ordinanze di sgombero ad horas, complessivamente per una ventina di famiglie residenti in via Corree di Sotto. Sono i nuclei familiari che, nonostante le precedenti diffide e ordinanze del Comune, continuano a rimanere nelle loro case e a sversare liquami fognari nel vicino alveo dei Camaldoli.
I primi controlli, eseguiti circa un anno e mezzo fa dai carabinieri del Noe e successivamente dagli agenti della polizia municipale di Marano, avevano indotto l’ente cittadino a diffidare le famiglie residenti, che avrebbero dovuto dotarsi – nell’arco di pochi giorni o settimane – di regolari pozzi per il contenimento dei liquami fognari. Una buona parte degli inquinatori sembrava essersi convinta della necessità di mettersi in regola: furono presentate diverse Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) all’ufficio tecnico comunale, ma i pozzi non furono mai realizzati.
Fu solo uno stratagemma, insomma, per prendere tempo e sperare in un affievolimento delle verifiche. Così fu. Qualche tecnico del municipio, stranamente, si è dimenticato di verificare se dalle Scia si era passati ai pozzi veri e propri. Il Comune per oltre un anno si era convinto, chissà perché, che tutto fosse in regola. La cosa puzza, ma andiamo avanti.
Gli agenti della polizia municipale, sulla scorta di alcune recenti segnalazioni, sono tornati un mese e mezzo fa nuovamente nella zona degli sversamenti e hanno potuto constatare che nessuno aveva ottemperato ai precedenti provvedimenti. Dei pozzi, dunque, nemmeno l’ombra. Da qui le denunce all’autorità giudiziaria (Procura Napoli nord) e le ordinanze di sgombero sottoscritte nella giornata di ieri dal sindaco Rodolfo Visconti, in qualità di massima autorità sanitaria della città.
Le verifiche della municipale sono state estese anche alla parte alta di via Corree di Sotto e di via San Rocco, dove sono stati accertati ulteriori e gravi anomalie: sono almeno una trentina, infatti, le famiglie che sversano tranquillamente e impunemente nel canale meglio conosciuto come vallone Defrido. Per loro (al momento) nessun ordinanza di sgombero, ma un provvedimento di diffida che impone agli inquinatori di regolarizzare nel giro di pochi giorni la loro posizione. Se non lo faranno, saranno denunciati anche loro all’autorità giudiziaria e potrebbero (il condizionale è d’obbligo vista la lentezza delle procedure) lasciare le loro abitazioni, molte delle quali segnate anche da gravi difformità urbanistiche.
La storia di via Corree di Sotto e delle traverse limitrofe erano nota da almeno vent’anni. I titolari degli immobili, almeno una buona parte, nel corso degli anni hanno presentato numerose istanze di condono e molti hanno anche ottenuto le relative concessioni edilizie, rilasciate dal Comune in alcuni casi “con la dicitura – come evidenziato da alcuni proprietari – con immissione in fogna”. Nel passato non sono mancati i controlli, ma solo di recente si è arrivati a una svolta e solo grazie alla tenacia delle nostre denunce mediatiche.
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