Il Viminale ha stilato un rigoroso piano di controlli nelle piazze e nei luoghi in cui ci si riunisce per l’aperitivo, ma anche per pranzare o cenare fuori. Verranno disposti pattugliamenti fino a tarda sera nelle strade della movida per effettuare i controlli e impedire alle persone di stare troppo vicine, accalcate e soprattutto senza mascherina.
I controlli. A destare preoccupazione le immagini provenienti da più parti d’Italia di giovani con il bicchiere in mano all’aperto o fuori dai bar come se nulla fosse accaduto in questi mesi. Per tale ragione, la ministra Luciana Lamorgese e il capo della polizia Franco Gabrielli hanno deciso di intervenire. Gran parte delle pattuglie finora impegnate a effettuare le verifiche delle autocertificazioni durante il lockdown si concentreranno adesso nei centri storici delle città, in tutti quei luoghi pieni di locali e bar dove ci si incontra per bere, per mangiare, o semplicemente per chiacchierare.
Si dovrà, quindi, continuare a rispettare le regole e a stare distanti, ma se ciò non dovesse avvenire scatterà la sanzione: da 400 a 3.000 euro di multa. Ancor più gravi le conseguenze per i gestori di bar e ristoranti. La scelta del governo di autorizzare i tavoli all’aperto anche in numero più alto del consentito, peraltro senza far pagare la tassa di occupazione di suolo pubblico, è stata fatta proprio per favorire le attività, ma anche loro dovranno far rispettare i divieti dai clienti, altrimenti rischiano la multa e addirittura la sospensione temporanea della licenza.
























