“Il virus circola anche nell’aria”. L’Oms pronta a rivedere le norme sulle mascherine

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South Korean army soldiers wearing protective suits spray disinfectant to prevent the spread of the coronavirus at Daegu International Airport in Daegu, South Korea, Friday, March 6, 2020. North Korea said Friday it has released about 220 foreigners from a quarantine imposed as part of its vigilant prevention efforts to avoid an outbreak of the coronavirus that has spread around the world. (Kim Joo-sung/Yonhap via AP)
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L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) è pronta a rivedere le norme sulle mascherine nella lotta alla diffusione del Coronavirus dopo che, secondo gli studi diffusi nelle ultime settimane, il virus circola nell’aria in modo più sostenuto di quanto si ritenesse inizialmente. “Stiamo studiando le nuove evidenze scientifiche e siamo pronti a cambiare le linee guida, se necessario”, ha detto alla Bbc David Heymann, responsabile del panel che si occupa delle mascherine presso l’Oms.

Finora l’Organizzazione, così come il ministero della Salute italiano, hanno consigliato di usare le mascherine a chi ha sintomi o assiste i malati di Coronavirus. Altri paesi le hanno imposte come obbligatorie nei supermercati o sui mezzi pubblici. Ma vista la difficoltà a reperirle non sempre è possibile per tutti averne una pronta da utilizzare.

Il Coronavirus si trasmette prevalentemente attraverso le goccioline nell’aria, ma negli ospedali con molti pazienti sottoposti a ventilazione meccanica potrebbe disperdersi anche tramite aerosol, cioè come sospensione nell’aria, come ha spiegato Paolo D’Ancona, epidemiologo del nostro Istituto Superiore di Sanità (Iss), citato da Repubblica. Mentre le goccioline viaggiano 1-2 metri dalla persona che le emette e cadono subito a terra, l’aerosol resta sospeso in aria e può raggiungere distanze maggiori.

Uno studio del New England Journal of Medicine pubblicato il 17 marzo ha dimostrato che il virus può resistere in aerosol fino a tre ore, anche se la sua quantità si dimezza in un’ora. Un esperimento del Massachusetts Institute of Technology pubblicato su Jama il 26 marzo ha osservato che il virus viaggia sia su goccioline che in aerosol, e che quest’ultimo può arrivare a 7-8 metri con uno starnuto. Questo vuol dire che anche in stanze chiuse affollate e ascensori potrebbe accumularsi il virus, se molte persone infette vi rimangono a lungo.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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