Gentile direttore, sono un ex amministratore del comune di Marano. Seguo con interesse il suo giornale e mi complimento per il bel lavoro fatto in questi anni, anche se spesso sono finito anch’io tra le sue grinfie. C’è chi la odia in questo comune e chi la elogia. Io so dirle solo che senza questo strumento informativo, l’unico sul territorio veramente imparziale, talvolta fin troppo scomodo (ma i giornali dovrebbero essere tutti così) per una realtà di provincia come la nostra, abituata a ben altri ritmi e modalità di interazione, nulla verrebbe a galla. Non è piaggeria nei suoi confronti, ma la verità.
Vengo al dunque. Come le dicevo sono un ex amministratore del comune di Marano e lungi da me voler sparare sentenza contro questo o quell’esponente politico del territorio. Siamo un po’ tutti complici dell’attuale disastro, che trae origine – come lei ha spesso sottolineato – dal varo del vecchio piano regolatore. La decadenza di Marano è iniziata in quegli anni (anni Ottanta) quando le famiglie di “sistema” si spartirono le cosiddette “ciocere”.
Resto nell’anonimato per non prestare il fianco a polemiche strumentali, di questa o quella parte politica. Io, oggi, non vedo nulla di buono, né nella maggioranza, inesperta, inconcludente, pasticciona, al cui interno però ci sono alcune teste pensanti che non stanno pensando ai reali interessi del territorio, bensì ad altro; né nell’opposizione, composta perlopiù da personaggi che hanno fatto più male che bene alla città.
C’è una cosa, però, da vecchio amministratore e vecchio politico del territorio che mi ha particolarmente stupito e che mi lascia ancora perplesso. Il mio riferimento è al consigliere Pasquale Coppola, ormai ex capogruppo del Pd. Conosco bene il consigliere Coppola. Siamo stati amici e colleghi di partito e non mi spiego come un uomo della sua esperienza, con tutti i suoi difetti ma anche qualche prego, possa accettare una simile situazione amministrativa? Una simile disaffezione per la cosa pubblica, tanto rendersi complice anch’egli di figuracce che, se avessero fatto altri personaggi, egli stesso non avrebbe esitato a censurare. All’amico Pasquale dico solo una cosa, rispolverando un vecchio detto popolare: “Caro Pasquale, chi si addormenta con i bambini, la mattina rischia di trovare il letto bagnato”..
Un ex amministratore del comune di Marano.
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