Processo Pip, oggi nuova udienza: ascoltati come teste l’ex vicesindaco Nuvoletti e l’ex sindaco Perrotta. Santelia si avvale della facoltà di non rispondere

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Processo Pip, stamani nuova udienza presso il tribunale Napoli Nord. Sul banco dei teste nuovamente l’ex sindaco Salvatore Perrotta, oggetto di ulteriori domande da parte del Presidente del Collegio, dei legali dei fratelli Cesaro e dei pm Di Mauro e Visone. E, inoltre, l’ex vicesindaco Massimo Nuvoletti. Sia Perrotta che Nuvoletti non sono iscritti nel registro degli indagati.

Incompatibilità ingegnere Pitocchi

“Quando venni a sapere dell’incandidabilità di Pitocchi, fu dato mandato all’apparto burocratico dell’Ente, al segretario generale e al dirigente dell’area amministrativa, di effettuare verifiche. Ho avuto sul punto anche un’interlocuzione scritta con il dirigente Luigi De Biase. Ribadisco che, anche se l’intero iter fu condiviso con l’ex vicesindaco Massimo Nuvoletti, quando fu sottoscritto il contratto di Pitocchi ero ormai in divieto di dimora e pertanto non presente fisicamente in municipio”. Il Presidente del Collegio, Francesco Chiaromonte, e i pm presenti in aula hanno tuttavia sollecitato Perrotta a spiegare il motivo per cui, una volta cessato l’effetto del divieto di dimora e appreso da più fonti dell’incompatibilità di Pitocchi (svolgeva funzioni dirigenziali in altri enti pubblici), non si fosse preoccupato della persistente e illegale condizione del dirigente. “Le verifiche – ha spiegato l’ex sindaco – iniziate nel autunno del 2009, ovvero in concomitanza con un Consiglio comunale monotematico sulla questione, si protrassero per diversi mesi. Ritenni, tuttavia, in accordo con il resto della giunta, che non potevamo fare a meno di Pitocchi, poichè l’Ente era sprovvisto di figure apicali ed era quello un periodo in cui ci trovammo a fronteggiare numerose criticità, tra cui lo sgombero del tribunale, l’emergenza rifiuti e quella relativa alle fosse di inumazione al cimitero”.

Sull’addio del dirigente Micillo

“Mi piantò in asso da un giorno all’altro, senza darmi alcuna spiegazione sul motivo del suo addio – ha sottolineato Perrotta – Rimasi pertanto senza un dirigente e con un mare di problemi da affrontare”. Il pm Di Mauro ha chiesto inoltre all’ex sindaco se uno dei motivi che spinsero Micillo ad andare via da Marano fu la mancata approvazione di una variante per l’area Pip da lui (Micillo) proposta. Sul punto Perrotta ha risposto “di non essere in grado di stabilirlo”. Ha ricordato tuttavia “che l’approvazione di quella delibera avrebbe comportato un aggravio di costi a carico del Comune”.

Dopo Perrotta è toccato all’ex vice sindaco Massimo Nuvoletti, in quota Rifondazione Comunista e a quel tempo (anno 2009) sindaco facente funzioni per l’allontanamento forzato del primo cittadino.

Assunzione Pitocchi

“La procedura fu seguita dapprima dai funzionari comunali, che fecero una sorta di scrematura dei curricula arrivati al Comune. Toccò a me, invece, fare i colloqui con in candidati, tra cui Pitocchi. Non essendo un tecnico, furono colloqui conoscitivi allo scopo di capire se ci fosse sintonia, anche di carattere umano, con il potenziale dirigente. Ma quest’aspetto non ha prevalso sulla qualità dei curricula: Pitocchi era il più titolato”.

I pm hanno chiesto a Nuvoletti di ricordare chi fosse stato in Consiglio comunale a sollevare il problema dell’incompatibilità di Pitocchi. “Fu Bertini – ha dichiarato l’ex vicesindaco – di cui fui in passato anche assessore. I rapporti politici tuttavia si guastarono quando con il mio partito decidemmo di sostenere la candidatura di Perrotta. Da allora Bertini mi ha criticato aspramente”.

Su chi avesse sponsorizzato (dal punto di vista politico) la candidatura di Pitocchi e a chi fosse politicamente vicino, Nuvoletti ha così risposto: “Le cronache del tempo riferivano che fosse molto vicino a Forza Italia, ribadisco tuttavia che la scelta di nominarlo non dipese da fattori politici”. Nuvoletti ha smentito inoltre di essersi mai recato nel Comune di Gricignano di Aversa, dove Pitocchi svolgeva il ruolo di dirigente, così come aveva invece riferito in aula nelle scorse settimane il dirigente Luigi De Biase.

Proroga contratto Pitocchi

I giudici del tribunale hanno focalizzato l’attenzione su un altro aspetto, sul perché fu prorogato l’incarico a Pitocchi, nonostante fosse ormai conclamata la sua condizione di incompatibilità, palesata tra l’altro anche dall’ispettore ministeriale Vito Tatò. “In quel periodo dovevamo far fronte a numerose problematiche e gli aspetti inerenti alla compatibilità del dirigente non erano probabilmente in cima ai pensieri dell’amministrazione comunale”.

Armando Santelia, dirigente del settore tecnico durante la gestione Bertini, indagato in un procedimento connesso all’inchiesta Pip, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Nessuna domanda è stata posta, invece, al geometra Paolo Di Maro, che fu incaricato di seguire la questione degli espropri dei terreni, anche egli convocato come teste.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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