Non è servito a nulla sciogliere il Comune per infiltrazioni camorristiche. E non è bastato, o almeno sembra non bastare, tutto ciò che accaduto dopo: il dissesto finanziario in primis.
La nuova competizione elettorale, quella del 21 ottobre, vede in campo di nuovo tutti: quelli che hanno preso parte alla gestione amministrativa sciolta per condizionamenti della malavita, quelli che hanno originato il dissesto (dalla fine degli anni Novanta) e quelli che lo hanno determinato, nei fatti (qualche anno fa), presentando alla Corte dei conti un piano di risanamento quanto meno imbarazzante.
Ci sono tutti e ci sono anche coloro che, in questi tre anni, hanno taciuto su tutto: furbetti dell’acqua, abusivi di ogni genere, evasori, elusori, poteri forti e poteri meno forti. Silenzi, su tutto, ma ora sono tutti in campo, come se nulla fosse accaduto: inchieste giudiziarie, giornalistiche, arresti, avvisi di garanzia, procedimenti definitivi della Corte dei Conti, dichiarazioni di default finanziario e tanto altro.
Questo giornale, nel corso degli anni, ha fatto le pulci a tutti, alla classe politica e più in generale ai poteri veri della città, raccontando le cose “grandi” (la camorra) e le cose apparentemente più marginali (sversamenti, occupazioni di suolo, furbetti di ogni risma).
A quanto pare non è bastato: i “dinosauri” sono di nuovo in campo e quando non si tratta di dinosauri, siamo di fronte a gente palesemente inesperta.
L’era dei commissari volge, purtroppo, al termine. Non è stata rose e fiori, certo. Per oltre un anno i commissari hanno girato a vuoto, bloccati da pressioni, scarsa coesione interna e da dinamiche che solo cinque-sei persone a Marano conoscono approfonditamente.
Qualcosa comunque, seppur negli ultimi tempi, è stato fatto: lotta all’evasione, qualche sgombero, qualche strada, tra un po’ la pubblica illuminazione e qualcos’altro.
Quando andranno via, e arriverà la nuova giunta, molte vicende potrebbero finire nel dimenticatoio. Ci sperano in tanti: i poteri forti degli uffici comunali e qualche famiglia “pizzicata” di recente per svariate situazioni. La condizione di dissesto dell’Ente non consentirà di alleggerire i cordoni della borsa. I futuri amministratori, sia chiaro, non possono promettere un bel nulla, ma tutti sanno che in campagna elettorale la gente non vuole sentire piagnistei: vuole promesse, vuole sperare, vuole garanzie, vuole sognare o solo arraffare, anche quel poco, pochissimo che è rimasto.
Ai cittadini, agli elettori toccherà mettere la parola fine: si faranno incantare dagli incantatori di serpenti, si affideranno al nuovo intriso di incognite o ai semi-nuovi che in questi ultimi anni sono stati allegramente e beatamente a guardare?
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