Clan Orlando, condannati e assolti: ecco la sentenza integrale

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L’ingente mole di prove prodotta dal pm Mariella Di Mauro non è stata sufficiente. Il gip Tarallo, nella serata di ieri, con una sentenza ritenuta “sorprendente e inattesa” da alcuni legali degli stessi imputati, ha ridimensionato (e non di poco) il teorema investigativo dei mesi scorsi, culminato con il blitz dei carabinieri di Castello di Cisterna che arrestarono più di 30 persone, quasi tutte ritenute affiliate alla fazione criminale dei “Carrisi”. Gli Orlando, secondo quel teorema, erano subentrati (inglobandone anche una parte) ai Polverino nella gestione dei traffici illeciti. Particolarmente attivi, almeno stante le intercettazioni ambientali e telefoniche, sul fronte del racket. La sentenza di ieri ridimensiona, almeno in parte, questo teorema investigativo, soprattutto per quel che concerne l’aspetto dell’associazione mafiosa (occorrerà leggere le motivazioni della sentenza per avere la conferma), nonostante la stessa Procura avesse chiesto e ottenuto il giudizio immediato per gli imputati, molti dei quali (quasi tutti) avevano poi optato per il rito abbreviato puntando quindi sullo sconto dell’eventuale pena.

Nello specifico, il pubblico ministero Mariella Di Mauro aveva chiesto 20 anni di reclusione per Raffaele Orlando (ne ha presi 12 anni), e Angelo Orlando, ‘o Malommo ( ne ha presi 18 anni), e Armando Lubrano (ne ha presi 12 anni), il più alto in grado tra le nuove leve della famiglia dei “Carrisi”. Era di 18 anni di reclusione, invece, la richiesta per Gaetano Orlando, ieri rimesso in libertà.

Richieste di condanne non lievi c’erano state anche anche per Raffaele e Vincenzo Lubrano (rispettivamente hanno preso 10 e 8 anni); diciotto per per Lorenzo Nuvoletta (assolto), nipote del defunto padrino di “Vallesana”, e per Salvatore Ruggiero, alias ‘o Russo, (ne ha presi 14). Dodici anni, invece, per Raffaele Veccia (assolto) e nove per Crescenzo Polverino (assolto), meglio noto come “Crescenziello”. Bocciata, infine, la richiesta di rito abbreviato condizionato per Isidoro Di Maro. Si procede con il rito ordinario.

Tra gli assolti, inoltre, Mario e Aniello Amitrano, Claudio Visconti, Luigi Baiano, Pasquale Lucci, Celeste Carbone, Antonio Di Lanno, Ciro Di Lanno, Aniello Schiattarella. Condannati a due anni e otto mesi Salvatore Aiello e Maria Rosaria Gagliano. A sedici, invece, Angelo Di Maro. Tre anni invece per Angelo Orlando, classe 1972. Quattro anni, infine, per Raffaele Carputo e Francesco Cincinnato, dieci a Gennaro Sarappo e sei a Mario Sarappo.

Il collegio difensivo era composto, tra gli altri, dagli avvocati Antonio Cavallo, Rosario Pezzella, Onofrio Fioretti, Giuseppe Granata, Luigi Senese, Carlo Carandente Giarrusso, Raffaele Costanzo.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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