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Dieci anni fa, l’8 settembre 2007, Beppe Grillo lanciava a Bologna il primo “V-Day”. Come V per vendetta, ma anche come il Vaffanculo con cui amorevolmente accompagnava i nomi dei 24 parlamentari pregiudicati. Al V-Day io c’ero, a parlare di legalità, senza neppure immaginare gli sviluppi di quel movimento nascente. Ma nemmeno Grillo e Gianroberto Casaleggio avevano in mente un partito. Che cosa si può dire 10 anni dopo? I predatori hanno leggermente migliorato la specie predata. Costringendo i partiti a risparmiarci qualcuna delle tante indecenze che avevano in serbo: non perché siano diventati virtuosi, ma perché “se no vince Grillo
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