Via libera della Regione: stanziati i fondi per i dipendenti dei consorzi di bacino. Per molti è un regalo ai “fannulloni”

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Il primo incarico lo assolveranno in canottiera e costume. Dopo il corso di formazione, appena finito, i dipendenti dei consorzi di bacino saranno impegnati per 90 giorni in una campagna di comunicazione sulla differenziata finanziata dalla Regione in collaborazione con Anci e Conai che si svolgerà anche, e forse soprattutto, nelle località di villeggiatura. Ognuno guadagnerà circa mille euro lordi al mese per una spesa che supererà i 3 milioni di euro. Soldi che vanno ad aggiungersi ai 6 milioni impegnati per i corsi di formazione destinati in gran parte a ultracinquantenni che nella raccolta differenziata avrebbero dovuto lavorare da più di 20 anni.

Non è ancora finita: nell’elenco depositato presso la Prefettura di Caserta dal commissario del Cub, Francescopaolo Ventriglia, figura anche Luigi Ferraro, fratello di Nicola Ferraro, coinvolto in alcune inchieste giudiziarie e condannato per concorso esterno in associazione camorristica. Spiega Ventriglia: «Ferraro ha concluso la sua pena, non ha mai avuto provvedimenti di interdizione dal lavoro e ha chiesto la reintegra dopo un periodo di sospensione. Del resto abbiamo diversi casi di persone colpite da condanne che sono state incluse negli elenchi perché la legge ci obbliga a farlo».

La campagna servirà sostanzialmente a corrispondere un reddito ai 1107 ex dipendenti inseriti nel piano straordinario varato con un accordo quadro tra Regione, Anci e Conai: questi sono andati in mobilità all’inizio del 2015, poi hanno svolto 600 ore di formazione e adesso rischiano di esaurire i due anni che la legge mette a disposizione per la mobilità. Quindi via alla campagna di informazione. Poi, nei prossimi mesi, è prevista la ricollocazione al lavoro dei dipendenti dei consorzi e delle società partecipate, inclusi i licenziati dalle aziende e quelli che si sono dimessi. Un caso per tutti: i lavoratori dell’ex bacino 5 di Napoli, che rifiutarono di passare ad Asìa, come imponeva la legge varata dal governo Berlusconi, che hanno fatto causa e hanno perso.

«In linea generale noi siamo favorevoli a far assorbire questi lavoratori che, bisogna ricordarlo, non sono stati licenziati per motivi disciplinari», spiega il vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, che lunedì scorso ha incontrato i sindacati, raggiungendo un accordo di massima. I lavoratori, dopo la campagna di comunicazione, saranno utilizzati dalle aziende dei rifiuti dei Comuni che hanno firmato l’accordo per il piano straordinario di efficientamento e rilancio della differenziata che costerà 46 milioni e coinvolgerà i 25 Comuni della Regione con più di 15mila abitanti e una percentuale di raccolta inferiore al 45 per cento.

Nel piano è previsto per l’Asìa l’impiego di 194 unità mentre 162 andranno in assegnazione temporanea alla Sapna, la società provinciale dove finora hanno lavorato alla sorveglianza dei siti grazie a un accordo informale tra consorzio e Sapna che pagava tramite fatture. Così gli ultracinquantenni dei consorzi si aggiungeranno a quelli dell’azienda partecipata dal Comune di Napoli. E lo stesso accadrà in tutte le altre amministrazioni coinvolte. Un pasticcio. Il piano straordinario già deliberato dalla Regione prevede l’impiego dei dipendenti dei consorzi nella raccolta differenziata e nella gestione delle compostiere di comunità, macchinari che servono a stabilizzare l’umido. Dopo 18 mesi dovrebbero partire gli Enti d’ambito che riuniscono il ciclo della raccolta finora gestita dai Comuni e dallo smaltimento. A loro toccherà fare le gare e i fortunati vincitori dovranno utilizzare obbligatoriamente il personale dei consorzi che probabilmente si aggiungerà a quello già in carico alle imprese.

Il Mattino

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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