Marano, lo scandalo Pip: vigili e dipendenti dell’ufficio tecnico passavano informazioni e atti a Giannella e Di Guida. Con le indagini e i controlli in corso

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Le parole sono chiarissime: i carabinieri del Ros, che da due anni indagano sul Pip di Marano, parlano di “connivenza ed eccessiva confidenza” tra dipendenti del Comune di Marano ed Oliviero Giannella, il tecnico di fiducia dei Polverino e fortemente interessato alla vicenda Pip, in particolare per un capannone che, come accertato dai carabinieri, è di fatto di proprietà della famiglia Polverino.

Con le indagini in corso e i primi controlli dell’ufficio tecnico e della polizia municipale nell’area industriale, in cui nulla era a norma (frazionamenti dei capannoni, certificati per le immissioni nelle fogne, opere di urbanizzazione e tanto altro), Giannella e Antonio Di Guida, facendo leva sulle conoscenze al Comune o attraverso i loro agganci politici, si informano e ottengono informazioni o atti dal personale comunale, tre vigili urbani e due dipendenti del settore tecnico. Informazioni che dovevano servire a Giannella per preparare le contromosse e tentare di “salvare il salvabile”.

I controlli erano partiti dopo anni di immobilismo e denunce, in Consiglio comunale e mediatiche. “Immobile” è definita anche la gestione di Liccardo, che pur conoscendo le problematiche del Pip nulla aveva fatto per risolverle. Lo scrivono a più riprese i carabinieri del Ros nell’ordinanza che ha portato all’arresto di cinque persone.

Le carte del Pip erano già stata falsate all’epoca del rilascio dei permessi da parte di Pitocchi, a capo dell’ufficio tecnico dal 2009 al 2011. Carte preparate materialmente dal solito Giannella, uomo di fiducia dei Polverino, e avallate da Nico Santoro prima e dallo stesso Gennarino Pitocchi.

Giannella teme che la struttura di Polverino, un capannone frazionato in due unità, possa essere chiusa e non perde tempo. Contatta al telefono un operatore della polizia municipale, uno di quelli che ha partecipato ai sopralluoghi. Si informa, con fare estremamente confidenziale e facendo intendere di avere un interesse nella vicenda, sulla natura dei controlli. I due fissano un appuntamento, che si dovrà tenere nella sede del comando dei vigili. All’incontro parteciperanno altri due esponenti della municipale. La telefonata tra i due è registrata dagli inquirenti. “Mi devi dire a che ora ci vogliamo vedere – dice il vigile contattato da Giannella – Noi teniamo le carte alla mano, ci guardiamo le cose e ne discutiamo. Dimmi tu l’ora, a che ora puoi venire”. Gli altri due vigili, allo stesso modo incaricati di eseguire i controlli nell’area Pip, saranno invece intercettati dagli inquirenti all’interno dello studio di Antonio e Pasquale Di Guida. L’oggetto del discorso è sempre il Pip.

“Di Guida – scrivono gli inquirenti – aveva tanta confidenza con gli agenti della municipale i quali, oltre a rivelare che erano proprio loro ad eseguire i controlli, rassicuravano lo stesso sulla regolarità delle attività economiche nel Pip”, in “netto contrasto – evidenziano i carabinieri – con quanto accertato dall’ufficio tecnico comunale”. Giannella, intanto, non si ferma, deve risolvere anche il problema legato al frazionamento del capannone. Si rivolge ad un dipendente dell’ufficio tecnico e, con le indagini in corso, riesce a visionare in brevissimo tempo alcuni atti, soprattutto quelli relativi alle immissioni in fogna. Tempo e informazioni preziose che gli consentiranno poi di presentare atti falsi per tentare di sanare la situazione.

Altri informazioni da parte degli arrestati vengono invece reperite, secondo quanto ricostruito attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali, da due consiglieri comunali dell’epoca, entrambi vicini a Di Guida, che ottengono documenti o notizie da un altro dipendente dell’ufficio tecnico. Controllori che passano, insomma, informazioni ai controllati, anche coloro che non hanno alcun titolo (almeno ufficialmente) nella vicenda e che si recano persino negli studi privati degli imprenditori.

Questi dipendenti, da quanto si sa, non sono (al momento) nell’elenco di coloro che saranno spostati dagli uffici comunali. L’ennesima pagina tristissima di un Comune che va rifondato soprattutto nella macchina amministrativa. L’ennesima conferma di quanto scriviamo da mesi e che ci sta creando non pochi problemi, sotto varie forme.

Troppe collusioni tra uffici e imprenditori del malaffare; troppe connivenze, legami familiari e confidenze.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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