Marano, l’amico “Fritz” che non pagava nessuno e che potrebbe farci perdere lo stadio

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Debiti enormi contratti con  Acqua Campania, Arin, De Vizia, per la palazzina di viale Duca D’Aosta (Napoli se l’è ripresa), per l’avvocato Marone e tanto, tanto altro ancora. E ora, dopo il ricorso intentato dal Comune di Napoli, che rivendica la titolarità dei suoli dove furono costruiti stadio e scuole, anche il concreto rischio di dover corrispondere un altro ingente indennizzo o, nella peggiore delle ipotesi, di perdere le strutture oggetto del ricorso. Ad ogni modo parliamo di cifre astronomiche che metterebbero definitivamente in ginocchio il Comune di Marano.

L’uomo che, volutamente, si rifiutava di pagare fornitori e istituzioni pubbliche risponde al nome di Mauro Bertini, l’ex sindaco “rosso” che, a conti fatti, può esser definito senza alcun dubbio uno dei politici più sopravvalutati della storia della provincia di Napoli.

A fronte di tre anni di buona amministrazione e di tentata svolta culturale (1993-1996), il Comune di Marano si è indebitato come nessun altro ente dell’hinterland, senza contare i casi scottanti relativi all’area industriale, a palazzo Merolla (costato un paio di miliardini di vecchie lire) e al cimitero.

L’ex assessore Sgariglia, per anni fido collaboratore di Bertini, ha ricordato di aver “personalmente consegnato le pratiche di esproprio per lo stadio all’ufficio patrimonio del Comune di Napoli”. Noi gli crediamo, ma non crediamo (e per ora i fatti danno ragione al Comune di Napoli) che Marano abbia poi effettivamente liquidato i relativi indennizzi all’ente partenopeo. Non ci crede nessuno, perché tutti, ma proprio tutti, sanno come si “agiva” al Comune di Marano negli anni in cui imperava il “bertinismo”.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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