Rosetta D'Amelio durante la seduta di insediamento del nuovo Consiglio regionale della Campania, rinnovato dopo le elezioni del 31 maggio scorso, Napoli, 09 luglio 2015.
ANSA/CESARE ABBATE
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Comincia con una bagarre la seduta del Consiglio regionale della Campania sul collegato alla Finanziaria. Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio regionale, ha chiesto ai commessi di allontanare i grillini dall’aula. «Prendeteli in braccio e sbatteteli fuori. Basta, vergognatevi. non avete rispetto dell’aula», ha detto. Il caos è scoppiato perché Stefano Graziano del Pd ha chiesto e ottenuto di poter parlare «a titolo personale», cosa prevista anche dal Regolamento, delle vicende giudiziarie, tutte archiviate. «La pronuncia dei magistrati non cancella le sentenze emesse sui social network dal Movimento 5 Stelle», ha affermato, ricordando «la feroce campagna mediatica messa in atto contro di me», evidenziando «contraddizioni nel suo modo di fare: prima il processo mediatico poi, a 48 ore dalle assoluzioni, ha detto di non aver mai ‘polemizzato contro di me né di aver mai messo in atto, con gli altri, alcuna feroce campagna mediatica». La Ciarambino è insorta, interrompendo più volte Graziano. D’Amelio ha provato a riportare l’ordine in aula, così da consentire a Graziano di terminare il suo intervento. Ma non è stato possibile, per le interruzioni dei grillini. Ciarambino ha abbandonato l’aula in segno di protesta, insieme con Maria Muscarà, dello stesso gruppo. Dentro, ha continuato Gennaro Saiello, per il quale Graziano «sta solo spostando l’attenzione per non parlare della fiducia posta sul collegato». Ciarambino è rientrata in aula e, a questo punto, D’Amelio ha chiesto l’intervento dei commessi per riportare l’ordine in aula.
«Questa maggioranza e De Luca usano le istituzioni, neanche come salotto, ma come bagno di casa loro» ha detto Valeria Ciarambino dopo la bagarre. «Ne fanno quello che vogliono, si mettono sotto i piedi il regolamento richiamando il fatto personale – ha affermato – che non sussiste perché questo prevede che un consigliere possa intervenire quando nel corso di una discussione viene citato». «Ma il Consiglio non era iniziato, bisognava lasciar fare a Graziano lo show personale e consentire alla D’Amelio di esprimere la sua solidarietà – ha aggiunto – Siccome nel discorso di Graziano, noi siamo stati citati abbiamo chiesto di poter intervenire sul fatto personale e non ci è stato permesso». «È una gestione del tutto personale che dice che queste persone non hanno rispetto per la democrazia e per le istituzioni e le utilizzano come cosa loro”.
Critiche anche da Forza Italia.
“La discussione e l’accoglimento dei nostri emendamenti avrebbe contribuito a risolvere questioni di fondamentale importanza per le fasce deboli della Campania. Il governatore Vincenzo De Luca non ha voluto confrontarsi”. Lo afferma il Presidente del gruppo di Forza Italia del Consiglio regionale della Campania, Armando Cesaro, annunciando il voto contrario al Collegato alla Finanziaria 2017 della Regione Campania.
“Parliamo – ha spiegato Cesaro – di soluzioni alle incredibili criticità di questo documento che dimentica le risorse per i libri di testo delle famiglie povere e non esita a spendere centinaia di migliaia di euro per la propaganda. Ci riferiamo anche alle nostre proposte per abbassare le aliquote regionali e le imposte sull’acqua e sui rifiuti, obiettivi che si potevano e si dovevano raggiungere ma che devono subire invece l’inadeguatezza del governo regionale che fugge di fronte alle sue responsabilità”.
“Spiace per le famiglie bisognose e soprattutto per i giovani che, nella regione italiana col più alto tasso di disoccupazione, avrebbero potuto contare su una nostra norma che avrebbe accelerato un ricambio generazionale nell’amministrazione regionale oramai fermo da decenni, un turnover che dovrà attendere chissà quanto ancora per avviare il necessario processo di modernizzazione con l’ingresso di nuove e più adeguate competenze professionali”, prosegue il capogruppo campani di Forza Italia
“Naturalmente questo documento che privilegia gli amici e gli amici degli amici senza occuparsi minimamente dei bisogni delle nostre comunità non avrà in alcun modo il nostro sostegno”, conclude Cesa