Settembre si avvicina, ormai ci siamo. Sarà il mese cruciale per il destino del Comune di Marano. La prossima settimana, dopo la mini sosta estiva, si riunirà nuovamente la commissione d’accesso agli atti, che dallo scorso marzo indaga sulla paventata influenza della malavita organizzata nella sfera amministrativa.
Entro la metà del prossimo mese o giù di lì, la Commissione consegnerà una relazione al prefetto di Napoli Gerarda Pantalone, che a sua volta dovrà redigere, entro 45 giorni, un’altra relazione che sarà inviata al ministro dell’Interno Angelino Alfano. Sarà lui, eventualmente, a proporre lo scioglimento dell’ente cittadino al presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
L’iter complessivo, insomma, si chiuderà verosimilmente tra la fine di ottobre e la metà di novembre.
La commissione, in questi sei mesi, ha preso in esame tantissime vicende amministrative, perlopiù relative agli ultime 36 mesi di amministrazione Liccardo, con qualche sconfinamento negli anni precedenti, soprattutto per ciò che attiene al Piu Europa e al servizio di Igiene Urbana.
Le vicende esaminate, come richiamato in precedenza, sono tantissime e altre saranno al vaglio degli inquirenti a partire dalla prossima settimana. La commissione si riunirà almeno altre tre-quattro volte. Molto del lavoro, tuttavia, è stato effettuato anche in separata sede dai singoli componenti: il capitano dei carabinieri Antonio De Lise, l’architetto Antonio Bruno e il viceprefetto Gerlando Iorio. I tre sono stati coadiuvati dai militari dell’Arma della locale tenenza e dagli agenti del commissariato di polizia di Giugliano.
Gli elementi che fanno propendere per lo scioglimento.
- Parentele scomode, di non poco conto, tra gli ex amministratori e consiglieri e personaggi locali in odor di camorra.
- Mancato o ritardato abbattimento e acquisizione di beni (palazzine, ville, statue) sottratti alla criminalità organizzata o gestiti da personaggi border line.
- Mancata azione di contrasto (ci si è attivati solo da qualche settimana) per stanare evasori e furbetti dei canoni idrici, molti dei quali legati a personaggi della malavita organizzata.
- Igiene urbana, oltre 20 proroghe (quindi senza alcun bando di gara o procedura negoziata) concesse alla ditta Falzarano.
- Canoni idrici non emessi per circa 4 anni.
- Alloggi comunali e beni di proprietà del Comune occupati o gestiti (come nel caso del mercato ortofrutticolo) da familiari di malavitosi.
- Mancati introiti derivanti dall’occupazione (spesso senza titolo) di case popolari.
- Beni confiscati non ancora affidati o non utilizzati per le finalità previste dalla legge Rognoni-La Torre.
- Cimitero comunale, con particolare riferimento al caso dell’arresto del dipendente comunale trovato in possesso di una pistola sul luogo di lavoro e al caso della sepoltura non autorizzata e avvenuta nel pomeriggio di qualche mese fa.
- Piu Europa, progetti (anche per aree confiscate alla criminalità) non ultimati (asilo nido, isola ecologica, Giardino Cinque Sensi e altro) o perdita di finanziamenti per milioni di euro.
- Mancato abbattimento degli immobili abusivi, con particolare riferimento a quelli di via Marano-Quarto, noti all’ente da moltissimi anni.
- Caso Pip (rapporti tra camorra, imprenditoria e vecchi amministratori e tecnici comunali, nonché mancati collaudi di capannoni e infrastrutture) su cui indaga già da tempo anche la Direzione distrettuale antimafia.
- Ville e capannoni commerciali abusivi scovati di recente dai carabinieri di Marano e dai Nas, i cui titolari sono affiliati a clan della zona o imparentati con esponenti della camorra.
- Procedure amministrative poco chiare, tra cui quella relativa al maxi ritardo accumulato per l’annullamento della lottizzazione edilizia denominata C17, poi sconfessato dal Tar.
- Procedure amministrative poco chiare, tra cui quella relativa alla mozione di sfiducia verso l’ex presidente del Consiglio Marra, salvatosi in extremis e grazie a un voto contestato con forza dall’ex opposizione.
- Primarie pre amministrative 2013 e voti provenienti da ambienti vicino alla criminalità organizzata.
- Mancata gestione dei parcheggi pubblici e conseguenti mancati introiti.
























