Un tempo si aspettavano almeno i tre giorni di lutto, prima di litigare. Ora le tappe si bruciano e le mani si mulinano anche nell’immediatezza del funerale. È quel che è accaduto a Eboli questa mattina. Due sorelle hanno litigato al cimitero mentre i becchini stavano tumulando una parente deceduta. Lo spettacolo indecente si è verificato in piazzale Foscolo. Alla fine della cerimonia funebre, durante la tumulazione della salma, le due donne hanno iniziato una vivace discussione. E già alle prime battute il tono di voce è apparso fuori luogo e di cattivo gusto. La lite è nata per vecchie ruggini familiari, dissidi mai archiviati. Una parola dopo l’altra, la discussione è degenerata. Le due sorelle sono passate alle mani, picchiandosi in maniera così violenta da spiazzare i dipendenti del cimitero. Di fronte alla scena incivile, con la salma non ancora sistemata nella fossa, i becchini hanno chiesto l’intervento dei carabinieri.
In zona è giunta una pattuglia dei militari coordinata dal capitano Cisternino. Le due donne sono state allontanate e diffidate. Una delle due protagoniste della lite al cimitero non è nuova a scene tanto cafone quanto violente. Anni fa all’uscita del tribunale aggredì un avvocato accusandolo di aver provocato il rinvio di una causa. Il delirio si è ripetuto al Comune, dove il dirigente dell’ufficio tributi venne malmenato, dalla stessa donna della rissa al cimitero, per una bolletta sulla spazzatura ritenuta troppo cara. Lo chiamano gentil sesso. Ma a volte andrebbe usato con molta moderazione.
Il Mattino
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