Patto “Girati”-clan Ferone per l’assalto alla caserma di Secondigliano

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Hanno incrociato un’auto pochi attimi prima di scatenare l’inferno. Hanno deciso di scendere dallo scooter, per prendere meglio la mira e per evitare contraccolpi pericolosi, come quando i kalashnikov si inceppano e ti ritrovi tra le mani un pezzo di acciaio rovente. Poi hanno fatto fuoco. Dodici secondi, tanto è durata la doppia sventagliata di mitra. Ricapitoliamo, alla luce del filmato acquisito in queste ore dai magistrati, quello – per intenderci – ricavato dalle telecamere di sicurezza della caserma dei carabinieri di Secondigliano. Sono passati 25 minuti dopo la mezzanotte, tra mercoledì e giovedì, quando si vedono due scooter avvicinarsi alla caserma di via Del Macello: quelli che guidano restano in sella, i due passeggeri sono agili e reattivi, schizzano a terra, sparano e ritornano a sedere, per poi lasciare la zona sugli scooter guidati dai due soci.

 Come è noto, ci sono delle intercettazioni che raccontano il prequel dell’assalto alla caserma di via del Macello. Poche frasi, che bastano a raccontare l’esistenza di un patto: tra quelli della Vinella dei grassi, vale a dire i cosiddetti «girati», e quelli del clan Ferone di Casavatore, storici alleati nella interminabile giravolta di equilibri che ha caratterizzato la periferia a nord di Napoli. Ci sono delle frasi, delle intercettazioni che risalgono a poche ore prima dell’agguato alla caserma dei carabinieri. Parole che sembrano pronunciate da un fanatico, uno dei tanti soggetti violenti da queste parti, che invece si dimostrano coerenti e sinistre alla luce dell’assalto alla caserma.
Il Mattino
© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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