Fondi europei, la vera sfida per De Luca e la Regione. Ed è già corsa contro il tempo

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I fondi ci sono, ma bisognerà spenderli fino all’ultimo euro. Un’impresa ardua, di fronte alla quale si sono arenate tutte le giunte succedutesi a Palazzo Santa Lucia. Ora tocca a De Luca provarci. Sul tavolo c’è il Por Fesr 2014-2020, ovvero il documento di programmazione di opere e interventi strategici che mette in moto 4 miliardi e 113 milioni. Una cifra talmente imponente che, se investita per intero e nel migliore dei modi, potrà cambiare il volto della Campania. L’incognita è però rappresentata sempre dalle complesse procedure e dai tempi, che puntualmente si allungano. Da qui il tentativo del governatore e della giunta di accelerare al massimo.

Ecco che il piano, per il momento ancora sulla carta, diventerà operativo tra qualche ora, una volta ultimati i passaggi previsti dalla legge. Il primo è stato archiviato ieri con la prima riunione del tavolo di partenariato economico e sociale, propedeutica all’incontro del comitato di sorveglianza in programma stamane all’hotel Parker’s. L’ultima tappa sarà la conferenza stampa di lunedì a Palazzo Santa Lucia, che darà il via alla fase di presentazione dei progetti nell’ambito delle direttrici principali indicate dalla Regione. Sarà questo un anno di transizione, con il necessario completamento delle attività della passata programmazione, ma tra aprile e giugno saranno pronti i primi bandi Fesr.La priorità assoluta sarà dunque blindare i cantieri già aperti che, nelle intenzioni di De Luca, dovranno essere completati senza più interruzioni. In questa direzione circa il 33 per cento del programma (un miliardo e 356 milioni) è stato destinato ai grandi progetti non completati dalla vecchia giunta nella programmazione precedente.

Con queste risorse le opere potranno essere portate a termine. Si tratta di quelle relative al risanamento ambientale (corpi idrici aree interne, corpi idrici provincia di Salerno, litorale domitio, Campi Flegrei, Regi Lagni); ai rischi naturali (fiume Sarno, ripascimento Salerno); ai trasporti sostenibili (sistema metropolitano regionale, metropolitana linea 1); ai porti e al sistema logistico (porti di Napoli e Salerno); ai collegamenti e alla sicurezza stradale (strada statale 268 del Vesuvio) e infine alla Cultura (centro storico Unesco e Mostra d’Oltremare). La parola d’ordine del Por Fesr 2014-2020 è allora «lavoro», da garantire sia attraverso il completamento dei cantieri già aperti sia puntando su settori in cui la Campania è competitiva, come l’innovazione tecnologica, la ricerca, l’agenda digitale.

Il Mattino
© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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