Giustizia lumaca, trentuno anni per risolvere la lite condominiale

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Trentuno anni per definire un contenzioso condominiale. È forse un caso limite ma è uno dei più eclatanti emblemi delle disfunzioni che si registrano ogni giorno presso il tribunale civile cittadino e che sfociano, poi, in richieste di risarcimento in base alla legge Pinto. È il lontanissimo 1983 quando 23 persone residenti in uno stabile della zona periferica di Salerno si rivolgono all’avvocato Antonio Fiordelisi per una delicata questione inerente il diritto d’uso su un’area di parcheggio comune. Il procedimento si apre davanti alla prima sezione civile del tribunale di Salerno dove, tra rinvii e udienze andate a vuoto, si arriva al 2014 data in cui, lungi dall’essere definito in modo irrevocabile, cala finalmente il sipario solo sul primo grado di giudizio.

Trentuno lunghissimi anni quindi, ben 25 in più dei 6 stabiliti dalla legge Pinto come “ragionevoli”, per riconoscere il diritto dei condomini, dietro pagamento di 37mila euro, di accedere all’area di parcheggio. Un processo lumaca che può vantare forse pochi precedenti e che induce alcuni condomini a impugnare gli atti chiedendo il risarcimento per irragionevole durata dell’iter giudiziario. Il procedimento viene seguito dall’avvocato Fiordelisi che ottiene per i suoi clienti il doveroso ristoro concesso finalmente dalla Corte di Appello con decreto firmato dal giudice che condanna il ministero della Giustizia al pagamento in favore dei ricorrenti, di 13mila e 500 euro ciascuno.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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