Marano. Lettera al direttore. Un albero ignorato e 2.500 promesse

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Egregio Direttore,
a Marano si annuncia trionfalmente la piantumazione di 2.500 alberi. Una cifra che suona bene, fa titolo, riempie i convegni e soddisfa la retorica dell’“ambiente”. Ma basterebbe guardare il vialetto tra lo stadio comunale e la scuola “Socrate Mallardo” per capire quanto siamo lontani dalla concretezza.
Lì cresce un Sophora japonica, l’albero delle pagode: simbolo di calma, meditazione, equilibrio. Un albero che non chiede attenzione, ma la meriterebbe. E invece è circondato da incuria, rifiuti, indifferenza. Un piccolo giardino trasformato in discarica, ignorato da tutti — studenti, cittadini, amministrazione.
E allora la domanda è semplice: che senso ha piantare 2.500 alberi, se non siamo capaci di rispettarne neppure uno?
La verità è che piantare è facile. Dichiarare è facilissimo. Fare convegni è facilissimo. Custodire, mantenere, proteggere: questo è ciò che manca.
Il Sophora del vialetto non è solo un albero. È la prova che a Marano la natura viene celebrata nei comunicati, ma abbandonata nella realtà.
Finché non impareremo a guardare ciò che già abbiamo, i 2.500 nuovi alberi resteranno solo un altro numero buono per la propaganda.
Vincenzo
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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