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La corsa al Quirinale è già iniziata. Anche se mancano ancora anni alla scadenza del mandato di Sergio Mattarella, Giorgia Meloni ha deciso di rompere gli schemi e portare allo scoperto quella che finora era rimasta una partita giocata dietro le quinte: la scelta del prossimo presidente della Repubblica.
Con un’uscita senza precedenti, la premier ha indicato chiaramente quello che, a suo giudizio, sarà il vero banco di prova delle prossime elezioni politiche. Più ancora della guida del governo, sarà infatti la composizione del Parlamento a determinare chi salirà al Colle.
Secondo Meloni, la partita per il Quirinale sta già influenzando strategie, alleanze e persino il dibattito sulla riforma della legge elettorale. Da qui la volontà di modificare il Rosatellum, con l’obiettivo di evitare che la scelta del capo dello Stato sia il frutto di compromessi tra forze politiche prive di una chiara maggioranza.
La presidente del Consiglio punta a un traguardo che definisce di portata storica: eleggere un capo dello Stato che non sia espressione del centrosinistra. Dall’avvento del bipolarismo, infatti, il Quirinale è sempre stato occupato da figure considerate vicine all’area progressista o comunque sostenute da maggioranze costruite attorno ad essa.
Sul proprio futuro, Meloni continua però a smentire ogni ipotesi personale. A chi, in un colloquio riservato, le avrebbe chiesto se ambisse al Colle, avrebbe risposto con una battuta: «A cinquant’anni mi volete imbalsamare?». Una frase che allontana, almeno ufficialmente, l’ipotesi di una sua candidatura, anche se il dibattito resta aperto.
La posta in gioco, dunque, va ben oltre Palazzo Chigi. Le prossime elezioni politiche potrebbero trasformarsi nella vera anticamera della corsa al Quirinale, dove si deciderà uno degli equilibri istituzionali più importanti della Repubblica. E la scelta di Meloni di parlarne apertamente segna già l’inizio di una sfida destinata a dominare la politica italiana nei prossimi anni.
