Bradisismo, Pozzuoli 2027 contro Governo e Comune: “Due anni di immobilismo per una legge sbagliata” 

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A due anni dall’approvazione del Decreto Legge 140 del 2023 sul bradisismo, le forze politiche Più Europa, Insieme, Spazio Flegreo e Pozzuoli Decide tornano ad attaccare sia il Governo nazionale sia l’amministrazione comunale di Pozzuoli, giudicando inefficaci le misure adottate per affrontare l’emergenza nei Campi Flegrei.

In una nota congiunta, le quattro forze politiche sostengono che la recrudescenza del fenomeno bradisismico richieda «un’azione politica decisa e comune» e criticano quello che definiscono un approccio basato sulla gestione burocratica dell’emergenza piuttosto che su interventi concreti per la sicurezza della popolazione e del patrimonio edilizio. Secondo i firmatari, il Decreto Legge 140/2023, promosso dal ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, non avrebbe prodotto le risposte attese dal territorio.

Le critiche vengono rivolte anche al sindaco Luigi Manzoni, accusato di aver accettato passivamente le scelte del Governo senza ottenere risorse e strumenti adeguati per la città. Le forze politiche evidenziano come, a loro avviso, i provvedimenti finora adottati abbiano generato soprattutto nuovi vincoli e procedure amministrative, senza tradursi in interventi strutturali in grado di aumentare concretamente la sicurezza degli edifici. Nel documento viene inoltre sostenuto che l’attuale quadro normativo potrebbe rendere impossibile la ricostruzione di immobili eventualmente crollati a causa del bradisismo, circostanza che, secondo gli estensori della nota, rischierebbe di favorire uno spopolamento del centro storico.

Le quattro forze politiche chiedono l’avvio di un piano straordinario di verifiche sugli immobili situati nell’area maggiormente esposta al fenomeno bradisismico, accompagnato dalle risorse necessarie per gli interventi di messa in sicurezza. «Un territorio come Pozzuoli non può vivere di sola manutenzione conservativa», affermano nella nota. «Se una casa rischia di cadere, la possibilità di renderla sicura non è una concessione della politica ma un diritto del cittadino».

Tra le proposte avanzate vi è la possibilità di consentire l’abbattimento e la ricostruzione degli edifici a parità di volumetria e destinazione, utilizzando moderne tecnologie antisismiche. Secondo i firmatari, occorre superare quei vincoli che già negli anni ottanta avrebbero limitato una reale opera di ricostruzione del patrimonio edilizio cittadino. Critiche vengono rivolte anche alla legge 183 del 2023, considerata insufficiente sul piano economico.

Secondo Più Europa, Insieme, Spazio Flegreo e Pozzuoli Decide, gli stanziamenti previsti sarebbero destinati prevalentemente a studi e verifiche tecniche, mentre mancherebbero risorse per i lavori di consolidamento e adeguamento degli edifici. Per questo le quattro forze propongono l’istituzione di un “Sisma Bonus Pozzuoli” a sostegno di famiglie e imprese.

«Dopo trenta mesi abbiamo più faldoni che ponteggi. Pozzuoli ha diritto a risorgere, non a dipendere. Mettere in sicurezza la città significa non solo tutelare le abitazioni, ma difendere il lavoro, la pesca, i mercati, la ristorazione e il turismo. Senza interventi concreti e risorse immediate rischiamo di assistere al progressivo impoverimento del tessuto economico cittadino e allo svuotamento del centro storico», concludono le forze politiche, chiedendo misure urgenti per sostenere famiglie, imprese e attività produttive del territorio.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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