Campania: sei mesi di giunta Fico, sei mesi di nulla: irrisolti i nodi della sanità e della spesa sociale

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A sei mesi dall’avvio della nuova legislatura regionale in Campania, il quadro che emerge sul fronte dei servizi essenziali è ancora segnato da criticità strutturali che, secondo diverse valutazioni politiche, non mostrerebbero significativi segnali di miglioramento.

Al centro delle preoccupazioni resta il sistema sanitario regionale. Le liste d’attesa continuano a rappresentare uno dei problemi principali per i cittadini, con tempi spesso incompatibili con la necessità di cure tempestive. Parallelamente, permangono le difficoltà legate alla carenza di personale medico e infermieristico, mentre la medicina territoriale fatica ancora a trovare una piena attuazione.

Particolare attenzione viene posta anche allo stato di avanzamento delle case di comunità, considerate uno degli assi strategici della riforma dell’assistenza territoriale, ma che in molte aree risultano ancora ferme o incomplete, tra ritardi progettuali e difficoltà operative.

A ciò si aggiunge la situazione delle famiglie che assistono persone non autosufficienti, molte delle quali attendono ancora il riconoscimento o l’erogazione degli assegni di cura, con un sistema che appare rallentato e disomogeneo sul territorio.

Non mancano poi le criticità nel rapporto tra Regione e sistema sanitario convenzionato. Diverse strutture accreditate segnalano infatti difficoltà nei pagamenti, spesso limitati all’ordinario o soggetti a ritardi, con inevitabili ricadute sulla gestione dei servizi erogati ai cittadini.

Sul piano delle politiche sociali, resta inoltre in sospeso il progetto del cosiddetto “reddito regionale”, annunciato nelle fasi iniziali della legislatura ma che, secondo le opposizioni, non avrebbe ancora trovato concreta attuazione.

In questo contesto, viene inoltre evidenziato come la nuova amministrazione regionale abbia assunto una forte centralizzazione delle deleghe strategiche, con particolare riferimento alla sanità e al bilancio, concentrate direttamente nella figura del presidente. Una scelta che, secondo alcune letture politiche, renderebbe la gestione più accentrata, ma anche maggiormente esposta alle difficoltà di coordinamento e attuazione delle politiche pubbliche.

La sensazione diffusa, tra osservatori e opposizioni, è che nonostante le promesse iniziali di discontinuità e rilancio, le principali emergenze sociali e sanitarie della Campania restino ancora aperte, senza una svolta percepibile nella vita quotidiana dei cittadini.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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