Marano, il Comune colleziona scioglimenti per mafia ma anche tanti consiglieri e assessori non scherzano. Ecco la classifica aggiornata

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Marano non colleziona titoli sportivi o riconoscimenti di prestigio: colleziona scioglimenti per infiltrazioni mafiose. Un triste primato che segna profondamente la storia di questo Comune, arrivato oggi al quinto commissariamento, il terzo consecutivo. Non è una caricatura satirica, ma la fotografia cruda di una realtà istituzionale che non riesce a liberarsi da condizionamenti esterni e rapporti opachi, con conseguenze devastanti per la credibilità della politica locale.

La Prefettura, con le sue commissioni d’accesso, ha certificato negli anni ciò che è sotto gli occhi di tutti: la fragilità cronica dell’istituzione locale, esposta a pressioni e intrecci che ne hanno compromesso l’autonomia. Nonostante ciò, anche in quest’ultima consiliatura, risultano seduti in aula ex amministratori già passati da esperienze analoghe o figure legate da vincoli familiari a chi aveva già conosciuto lo scioglimento.

Vediamo alcuni casi, evidenziando, come abbiamo sempre fatto, che l’elenco riguarda in senso lato gli amministratori che hanno fatto parte di consigli comunali sciolti, in quanto consiglieri in quel momento storico, ma non per questo necessariamente protagonisti o responsabili di dinamiche negative o con ripercussioni di carattere penale. La premessa è d’obbligo, perché c’è sempre qualcuno-qualcuna che finge di non leggere.

  • Teresa Giaccio, ex vicesindaco con Liccardo (scioglimento 2016), ricandidata sindaco nel 2018 ed eletta in minoranza, si ritrovò anche nella consiliatura Visconti poi sciolta nel 2021. Con il nuovo scioglimento, è la terza volta. Lei ha fatto parte della maggioranaza.

  • Stefania Fanelli, consigliera d’opposizione nel consiglio Visconti (sciolto nel 2021), candidata sindaco nel 2023, nella consiliatura Morra è stata formalmente all’opposizione: per lei si tratta del secondo scioglimento.

  • Luigi Di Marino, consigliere di maggioranza nell’amministrazione Liccardo (sciolta nel 2016), con Morra per lui è il secondo scioglimento.

  • Domenico Paragliola, consigliere nell’amministrazione Liccardo (2016), poi in quella Visconti (2021) e ora in quella Morra (2025): terzo scioglimento consecutivo.

  • Francesco Santoro, eletto nel 2023, è figlio di un ex consigliere dell’amministrazione Liccardo (2016): per lui con Morra primo scioglimento diretto.

  • Maria Teresa De Biase, oggi in maggioranza, sorella di Raffaele (consigliere con Liccardo, 2016): per lei con Morra primo scioglimento diretto.

  • Davide Di Luccio, già assessore con Visconti (scioglimento 2021), ora consigliere di maggioranza, sciolto nuovamente per la seconda volta.

  • Salvatore De Stefano, ex assessore con Liccardo (2016), sciolto, oggi all’opposizione e sciolto nuovamente. Siamo a 2.

  • Luigi Carandente, consigliere con Visconti (2021), sciolto per mafia e citato nel decreto, fino a ieri vicesindaco con Morra, nuovamente sciolto. Secondo scioglimento consecutivo.

  • Luigi Savanelli, con una lunga esperienza politica, è già passato per lo scioglimento della giunta Di Lanno e per quello della consiliatura Morra, anche per lui si tratta del secondo.

Per gli altri consiglieri, ormai ex, si tratta invece della prima esperienza di commissariamento.

È bene sottolinearlo: nessuno dei nomi citati è attinto da provvedimenti penali o da dichiarazioni di incandidabilità. I dati riportati sono di mera cronaca amministrativa, e il fatto che un consigliere sia stato presente in un’aula poi sciolta per mafia non equivale in alcun modo a collusione con ambienti criminali.

Eppure, resta un dato oggettivo e inquietante: a Marano si ripete una storia che sembra non avere fine, con volti che ritornano e un’istituzione che, ancora una volta, viene spazzata via dal marchio delle infiltrazioni.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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