L’udienza al tribunale di Sorveglianza di Roma è slittata all’8 aprile. Ma Francesco Schettino potrebbe già aver trovato un nuovo lavoro. L’ex comandante della Costa Concordia è stato condannato a 16 anni di reclusione per la tragedia del giglio e dovrà aspettare ancora per avere la semilibertà. Schettino avrebbe dovuto partecipare oggi, martedì 4 marzo, in videocollegamento dal carcere di Rebibbia all’udienza a porte chiuse in programma oggi davanti al tribunale di Sorveglianza di Roma. “A oggi Schettino ha scontato, calcolando anche il periodo di misura cautelare, molto più della metà della pena. È molto addolorato per quello che è successo e dal primo momento ha accettato la condanna, è una persona che sta scontando la sua pena”, ha dichiarato il suo avvocato Paola Astarita.
Intanto, se i giudici del tribunale di Sorveglianza di Roma decideranno di concedergli la semilibertà, Schettino potrebbe uscire dal carcere di Rebibbia per andare a lavorare in Vaticano. Dove? Alla digitalizzazione dei testi sacri. “Schettino da cinque anni si è già occupato della digitalizzazione dei documenti giudiziari della strage di Ustica e della strage di via Fani a Roma con il sequestro e l’omicidio dello statista democristiano Aldo Moro – ha spiegato all’Adnkronos il difensore, l’avvocato Paola Astarita – È un campo nel quale ha molta esperienza e ha ricevuto anche encomi per il lavoro svolto in ambito carcerario”.
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