Visite: 26
1.113 Visite
Ho letto, su alcuni quotidiani, assurde ricostruzioni e illazioni in riferimento a un mio esposto al procuratore Cantone nell’ambito dell’inchiesta sui dossier, inchiesta nata da una mia denuncia. Mi ero limitato a evidenziare al procuratore capo di Perugia come una notizia, irrilevante e anche falsificata, apparsa su un quotidiano non potesse che provenire dall’interno dell’Aise, trattandosi di questioni coperte dalla legge 124/2007 e quindi secretate». Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, torna a parlare dell’inchiesta dossieraggio, il verminaio dell’Antimafia venuto a galla proprio grazie al suo esposto sugli accessi abusivi alle banche dati, dalle quali Pasquale Striano ha scaricato le Sos utilizzate dai giornalisti di Domani per gli articoli riguardanti i compensi del ministro.
Crosetto, che per tutta la vicenda ha sempre mantenuto il massimo riserbo, ieri ha rotto il silenzio, per ristabilire la verità e smentire le strumentali ricostruzioni tese a far trasparire una sorta di tensione nel governo tra il ministro e i vertici dell’intelligence, addirittura con Giorgia Meloni e Alfredo Mantovano. «Su questa vicenda, di cui avevo informato i vertici del comparto, ho poi avuto totale e piena cooperazione. L’idea stessa», sottolinea Crosetto, «che la mia sfiducia riguardasse l’organizzazione o i suoi vertici è più ridicola che falsa. Purtroppo, basta una sola mela marcia a fare danni. L’importante è individuarle ed agire di conseguenza. Anche perché l’esistenza di rapporti distorti tra servizi e informazione rappresenterebbe una minaccia reale all’assetto democratico. In Italia invece i servizi rappresentano un presidio di piena legalità e democrazia che sa anche depurarsi quando serve», conclude.
© Copyright
redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per:
TerranostraNewsCommenti