Dal Senato agli arresti domiciliari. Per Luigi Cesaro, uno dei volti più noti dell’era berlusconiana, tra settantadue ore, non più rieletto e dunque senza lo scudo dell’immunità, scatterà l’esecuzione della misura cautelare per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
Cesaro dovrà dunque costituirsi. Tutto è stato già programmato. Accanto a lui i suoi avvocati e soprattutto suo figlio, Armando. “Sono innocente e lo dimostreremo”, dice a Repubblica il politico di Sant’Antimo.
Con l’insediamento delle nuove Camere, il provvedimento firmato dalla giudice Maria Luisa Miranda su richiesta delle pm Giuseppina Loreto e Celeste Carrano, che hanno coordinato il lavoro del Ros con il procuratore aggiunto Rosa Volpe, acquista efficacia e potrà essere eseguito. L’indagine riavvolge il nastro e riporta Cesaro nella sua città, Sant’Antimo, disegnando lo scenario allarmante di un “accordo a quattro mani” sancito fra il clan camorristico Puca e la famiglia del parlamentare.























