Domenica 18 ottobre, il centro del capoluogo lombardo torna teatro di disordini all’indomani degli scontri durante il corteo contro il caro-vita. Vetrine sfondate, un supermercato saccheggiato, arredi urbani rovesciati e azioni rapide seguite da fughe. Le forze dell’ordine presidiano piazza Duomo e le vie limitrofe. Almeno 60 giovani sono stati accompagnati in questura per l’identificazione.
Milano si risveglia con una nuova giornata di tensione nel cuore della città. È domenica 18 ottobre e, all’indomani degli scontri avvenuti durante il corteo contro il caro-vita, il centro torna a essere teatro di episodi di violenza e danneggiamenti. Oltre duemila giovanissimi si sono dati appuntamento nella zona di piazza del Duomo, un’area presidiata dalle forze dell’ordine, mentre gruppi di ragazzi si muovono tra le strade del centro, dando vita a una serie di azioni rapide e improvvise.
La situazione si sviluppa in diversi punti della città, con episodi concentrati soprattutto lungo via Torino e nelle strade circostanti. Il bilancio comprende un supermercato assaltato e saccheggiato, vetrine infrante, negozi danneggiati, pensiline dei mezzi pubblici colpite e arredi urbani rovesciati. Uno scenario che riporta in primo piano il tema della sicurezza nelle aree centrali, proprio mentre Milano è ancora alle prese con le conseguenze delle tensioni del giorno precedente.
L’assalto al Carrefour di via Torino
Tra gli episodi più gravi della giornata c’è l’assalto al supermercato Carrefour di via Torino. Le vetrine del punto vendita sono state sfondate e il negozio è stato saccheggiato, in una sequenza di azioni che ha provocato danni evidenti alla struttura commerciale.
Via Torino, una delle principali arterie dello shopping milanese, si è trasformata così in uno dei punti più critici della giornata. La strada, normalmente attraversata da residenti, turisti e persone dirette verso il centro, è stata interessata da episodi di vandalismo che hanno coinvolto non soltanto le attività commerciali, ma anche gli spazi pubblici.
Nella stessa via, così come nella vicina via Mazzini, numerosi cestini della spazzatura sono stati rovesciati. Anche alcune biciclette e scooter parcheggiati lungo le strade sono stati presi di mira e danneggiati.
Un susseguirsi di episodi che ha contribuito ad aumentare la tensione e a rendere più complesso il controllo del territorio, mentre i gruppi di giovani continuavano a spostarsi tra diverse zone del centro.
Vetrine colpite e pensiline danneggiate
Il supermercato non è stato l’unico esercizio commerciale a subire danni. In via Torino sono stati presi di mira anche i punti vendita Foot Locker e Champions, le cui vetrine sono state colpite con il lancio di tavoli e sedie.
A essere danneggiate sono state inoltre alcune pensiline delle fermate Atm, con conseguenze anche per gli arredi e le strutture utilizzate quotidianamente da chi si sposta con i mezzi pubblici.
La dinamica descritta è quella del cosiddetto mordi e fuggi: piccoli gruppi entrano in azione, colpiscono un obiettivo e si allontanano rapidamente, prima che le forze dell’ordine possano intervenire. Poi gli spostamenti riprendono, con altri episodi che si verificano in punti differenti.
Una modalità che rende difficile circoscrivere gli incidenti a una singola strada o a un’unica area e che costringe le forze dell’ordine a presidiare più zone contemporaneamente.
Il risultato è un centro cittadino attraversato da momenti di forte tensione, con negozi e infrastrutture urbane esposti ai danneggiamenti e con la necessità di ristabilire condizioni di sicurezza per cittadini, lavoratori e commercianti.
Dal Carrobbio alle Cinque Vie: i gruppi si disperdono
Con il passare delle ore, l’attenzione delle forze dell’ordine si è concentrata anche nella zona del Carrobbio, all’estremità di via Torino. Qui i cordoni del reparto mobile della polizia sono riusciti a riprendere il controllo della situazione e a contenere gli spostamenti dei gruppi.
Una parte dei giovani si è dispersa nel vicino quartiere delle Cinque Vie, mentre altri si sono diretti nuovamente verso piazza Duomo. Una mobilità continua che ha caratterizzato buona parte della giornata e che ha richiesto interventi in più punti del centro storico.
Le forze dell’ordine hanno presidiato le aree maggiormente interessate dai disordini, cercando di impedire che gli episodi si estendessero ulteriormente e di identificare le persone coinvolte.
Almeno 60 giovani sono stati fermati per l’identificazione e accompagnati in questura. Il numero, secondo le informazioni disponibili, è destinato a poter aumentare con il proseguire degli accertamenti.
Le identificazioni rappresentano un passaggio importante per ricostruire quanto accaduto, individuare eventuali responsabilità nei danneggiamenti e verificare il coinvolgimento delle singole persone nei diversi episodi.
Una domenica difficile dopo gli scontri del corteo
Gli avvenimenti di domenica arrivano a meno di 24 ore dalle tensioni registrate durante il corteo contro il caro-vita. Due giornate consecutive segnate da episodi di disordine che hanno riportato l’attenzione sulla gestione delle manifestazioni e sulla necessità di distinguere la protesta pubblica dai comportamenti violenti e dagli atti di vandalismo.
La mobilitazione contro l’aumento del costo della vita ha riportato in strada il malcontento legato alle difficoltà economiche e alle condizioni materiali di una parte della popolazione. Gli episodi registrati successivamente nel centro di Milano, tuttavia, hanno assunto una dimensione diversa, con assalti alle attività commerciali, danneggiamenti e interventi delle forze dell’ordine.
La presenza di oltre duemila giovanissimi nell’area di piazza Duomo ha reso particolarmente delicata la gestione della giornata. I gruppi si sono mossi in modo frammentato, alternando momenti di concentrazione e spostamenti verso le vie limitrofe.
In questo contesto, il presidio delle forze dell’ordine si è concentrato sulle zone più esposte e sui punti in cui si sono verificati gli episodi più gravi, con l’obiettivo di limitare ulteriori danneggiamenti e ripristinare il controllo delle strade.
Il conto dei danni e le responsabilità da accertare
Resta ora da quantificare l’entità complessiva dei danni provocati alle attività commerciali, alle strutture del trasporto pubblico e agli arredi urbani. L’assalto al Carrefour di via Torino rappresenta uno degli episodi più rilevanti, ma la


























