Già da oggi “i primi segnali di cedimento si manifesteranno sotto forma di instabilità convettiva pomeridiana. L’energia termica accumulata nei bassi strati fungerà da carburante per lo sviluppo di celle temporalesche, concentrate inizialmente lungo l’arco alpino e la dorsale appenninica. La fase clou del peggioramento – spiega Gussoni – è prevista per mercoledì 29 aprile, quando l’irruzione di correnti più fredde provenienti da Nord-Est determinerà una severa destabilizzazione della colonna d’aria. L’interazione tra l’aria fredda in quota e il calore latente presente sul bacino del Mediterraneo innescherà contrasti termici significativi, favorendo la formazione di sistemi temporaleschi intensi. Tali manifestazioni saranno accompagnate da frequenti fulminazioni, forti raffiche di vento e locali grandinate, colpendo dapprima le regioni del Nord per poi estendersi alle regioni centrali appenniniche e alla Sardegna”.
Quando torna il sole.
“Nella giornata di giovedì 30 aprile, il fronte instabile scivolerà progressivamente verso il Centro-Sud, portando con sé piogge e un sensibile abbassamento delle temperature, che rientreranno in ranghi più consoni al periodo. Parallelamente, le regioni settentrionali beneficeranno di un graduale miglioramento grazie al subentro di correnti più secche che favoriranno ampi rasserenamenti. Questa fase di transizione si esaurirà in vista del ponte del Primo Maggio: dopo gli ultimi fenomeni residui su Calabria e Sardegna, l’espansione di un nuovo promontorio di alta pressione garantirà un ripristino della stabilità atmosferica su tutto il Paese, con un nuovo e deciso rialzo termico che ci accompagnerà verso condizioni climatiche nuovamente miti e gradevoli”.
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