Perché quest’anno El Niño rischia di aggravare le condizioni meteorologiche di tutto il pianeta

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Le previsioni dei meteorologi che riguardano la possibilità che quest’anno si verifichi un potente “super El Niño” sono sempre più frequenti. Il fenomeno, che potrebbe rivelarsi il più intenso degli ultimi dieci anni, potrebbe provocare una grave siccità in alcune regioni e violente tempeste in altre, causando al contempo un aumento della temperatura terrestre.

La National Oceanic and Atmospheric Administration, l’ente del governo USA che si occupa di oceani e atmosfera, ha previsto questa settimana, con crescente certezza, che El Niño potrebbe iniziare questa primavera o quest’estate. L’ultimo rapporto ha aggiunto che c’è una probabilità del 25% di un El Niño “molto forte” e del 50% di un El Niño “forte”, con le temperature dell’Oceano Pacifico che saliranno ad almeno 1,5 gradi centigradi in più rispetto alla media.

Il fenomeno — che in genere si verifica ogni due-sette anni — è spesso caratterizzato dal caos perché altera il clima globale e introduce nuovi fenomeni estremi. Eppure, paradossalmente, alcuni scienziati lo considerano un’occasione per prepararsi a ciò che verrà.

“Quando si verifica un fenomeno El Niño, questo influenza l’atmosfera globale in modo tale da offrirci maggiori possibilità di sapere dove si verificheranno gli eventi”, afferma Emily Becker, ricercatrice presso l’Università di Miami e membro del team di previsione El Niño-Oscillazione Meridionale della NOAA. “Quindi, è proprio questa capacità aggiuntiva di prevedere i potenziali esiti che ci offre un notevole vantaggio”.

Cos’è El Niño?

Questo fenomeno meteorologico di natura ricorrente sta trasformando il clima terrestre da centinaia di milioni di anni, secondo quanto ritengono gli scienziati. In genere dura dai 9 ai 12 mesi.

L’origine di questo fenomeno trasformativo risiede nell’Oceano Pacifico tropicale, dove i venti soffiano solitamente da est a ovest, spingendo le acque più calde e le tempeste lontano dall’Ecuador e dal Perù, verso l’Indonesia. Quando quei venti si indeboliscono, le acque più calde si spostano verso est e, con esse, le tempeste. Le temperature superficiali in quella zona dell’oceano aumentano, modificando la circolazione atmosferica terrestre.

I satelliti monitorano queste temperature oceaniche, mentre una rete di boe di ricerca in alto mare cala sonde a oltre 300 metri di profondità per monitorare fino a che profondità si sta verificando il riscaldamento. L’acqua più calda presente sotto la superficie sale nel corso di diversi mesi, alimentando potenziali condizioni di El Niño. Maggiore è l’aumento di temperatura, più forte potrebbe essere El Niño.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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