“Abbiamo liberato l’Ungheria”: con queste parole il leader dell’opposizione Peter Magyar ha festeggiato la vittoria alle elezioni in Ungheria. Oltre 8,1 milioni di cittadini sono stati chiamati al voto oggi. I seggi hanno chiuso alle 19, poi è iniziato lo spoglio. Si è trattato di un voto storico: Viktor Orban, al potere da 16 anni, ha ammesso la sconfitta parlando di un risultato “doloroso” e congratulandosi con l’avversario.
Il sistema elettorale ungherese assegna 199 seggi: 106 nei collegi uninominali con sistema maggioritario, 93 attraverso liste nazionali e delle minoranze. La soglia di sbarramento è fissata al 5%.
Vola l’affluenza, da record: alle 18.30 era al 77%, superando l’affluenza complessiva del 2022, ferma al 69,5% a fine giornata.
Magyar: “Ce l’abbiamo fatta, abbiamo liberato il Paese”
“Ce l’abbiamo fatta, Tisza e l’Ungheria hanno vinto le elezioni. Non con un piccolo margine, ma con un margine molto ampio. Insieme abbiamo liberato l’Ungheria”. Lo ha detto dal palco allestito a Budapest per celebrare la vittoria Peter Magyar, che dopo 16 anni ha messo fine all’era di Vitkor Orban. “Avremo una maggioranza dei due terzi in parlamento”, ha esultato il leader di Tisza.
Peter Magyar chiede al presidente ungherese, Tamas Sulyok, vicino a Fidesz, di “conferirgli il mandato per formare il governo il prima possibile”, per poi “dimettersi”. Il vincitore delle elezioni, dal palco del raduno di Tisza in piazza Batthyany, a Budapest, si è quindi rivolto al premier uscente Viktor Orban, chiedendogli di “astenersi da qualsiasi misura che limiti il margine di manovra del prossimo governo”.
Magyar: “Gli ungheresi hanno scelto l’Europa”
“Gli ungheresi hanno detto sì all’Europa”, ha detto Peter Magyar, sul palco del raduno di Tisza in piazza Batthyany, a Budapest, celebrando la vittoria su Viktor Orban.
Magyar: “La transizione sarà pacifica”
“Abbiamo ottenuto un mandato senza precedenti, ci aspettiamo di avere i due terzi” dei seggi “in Parlamento”. Lo ha detto il leader dell’opposizione, Peter Magyar, sul palco del raduno di Tisza in piazza Batthyany, a Budapest, aggiungendo che “la transizione sarà pacifica e senza problemi”.

























