Attacco missilistico dall’Iran verso Israele
L’esercito israeliano ha rilevato un attacco missilistico dall’Iran, dopo una pausa durata circa sei ore. Si prevede che nei prossimi minuti suoneranno le sirene di allarme nella zona centrale di Israele, scrive il Times of Israel.
Libano: “Almeno 394 morti nei raid israeliani, tra loro 83 bambini e 42 donne”
Gli attacchi israeliani in Libano hanno provocato la morte di almeno 394 persone in una settimana, tra cui 83 bambini e 42 donne. Lo ha reso noto il ministro della Salute Rakan Nassereddine in conferenza stampa. Il bilancio del giorno precedente era di 294 morti, da quando il Libano è stato coinvolto lunedì scorso nel conflitto regionale a seguito di un attacco contro Israele del gruppo sciita filo-iraniano Hezbollah. Il ministro ha denunciato attacchi diretti contro “le squadre mediche e le ambulanze”, precisando che sono stati uccisi nove soccorritori.
Media: “Per la prima volta Emirati attaccano in Iran”
“Gli Emirati Arabi Uniti hanno attaccato per la prima volta in Iran”. Lo riferiscono i media israeliani sottolineando che l’attacco ha preso di mira un impianto di desalinizzazione iraniano. “Israele ritiene che il raid sia, per il momento, solo un segnale al regime iraniano, tuttavia, se gli attacchi di Teheran dovessero intensificarsi, esiste una reale possibilità – riferiscono i media israeliani – che gli Emirati si uniscano al conflitto in modo limitato. Abu Dhabi intanto ha annunciato che “le difese aeree hanno rilevato 17 missili balistici, di cui 16 distrutti, mentre uno è caduto in mare. Rilevati anche 117 droni, di cui 113 intercettati e 4 caduti nel territorio nazionale”.
Durante il fine settimana, la tv pubblica israeliana Kan ha riferito che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha avuto una telefonata con il presidente degli Emirati Mohamed bin Zayed Al Nahyan proprio in relazione agli attacchi iraniani contro il suo Paese. I raid dei pasdaran hanno colpito negli Emirati anche hotel e aeroporti.
Oggi Abu Dhabi ha pubblicato su X un bilancio : “Dall’inizio degli attacchi iraniani, sono stati rilevati 238 missili balistici. Di questi, 221 sono stati distrutti, 15 sono caduti in mare e 2 sono caduti all’interno del Paese. Sono stati inoltre rilevati 1.422 droni iraniani, di cui 1.342 sono stati intercettati, 80 sono caduti nel territorio del Paese. Sono stati inoltre rilevati e distrutti 8 missili da crociera. Questi attacchi hanno causato 4 morti tra cittadini pakistani, nepalesi e bengalesi, e 112 persone hanno riportato ferite da moderate a lievi. Tra i feriti figurano cittadini di Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Etiopia, Filippine, Pakistan, Iran, India, Bangladesh, Sri Lanka, Azerbaigian, Yemen, Uganda, Eritrea, Libano, Afghanistan, Bahrein, Comore e Turchia”. Nel post si legge ancora: “Il Ministero della Difesa ha affermato di essere pienamente preparato ad affrontare qualsiasi minaccia e che risponderà con fermezza a qualsiasi tentativo di minare la sicurezza del Paese, garantendo la protezione della sua sovranità, sicurezza e stabilità e salvaguardando i suoi interessi e le sue capacità nazionali”.
Emirati: “Dall’Iran oltre 100 droni verso di noi”
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che l’Iran ha lanciato contro di loro una raffica di 16 missili balistici e 117 droni. Lo riferisce l’Associated Press.
Papa Leone XIV: “Cessi il fragore delle bombe, c’è il rischio che il Libano sprofondi nell’instabilità”
Preoccupato dal rischio che il Libano e tutto il Medio Oriente sprofondino nell’instabilità, papa Leone XIV ha fatto appello all’Angelus domenicale affinché “cessi il fragore delle bombe” e “tacciano le armi” in Iran e in tutta la regione. “Dall’Iran e da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione”, ha detto Prevost. “Agli episodi di violenza e devastazione e al diffuso clima di odio e paura si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi e altri paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità. Eleviamo la nostra umile preghiera al Signore perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi e si apra uno spazio di dialogo nel quale si possa sentire la voce dei popoli. Affido questa supplica a Maria regina della pace”, ha detto il Papa nato a Chicago, “affinché interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e speranza”.
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Esercito israeliano: “Completata ondata di attacchi in Iran, colpiti 400 obiettivi”
Il portavoce dell’Idf rende noto che l’aeronautica ha completato un’ondata estesa di attacchi nelle ultime 24 ore nell’ovest e nel centro dell’Iran, durante la quale sono stati colpiti più di 400 obiettivi del regime iraniano, tra cui lanciatori di missili balistici e siti di produzione di armamenti.
Missili verso Israele e una base aerea in Giordania
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver lanciato missili verso le città israeliane di Tel Aviv e Bersheva e verso una base aerea in Giordania. “La 28esima ondata dell’Operazione Honest Promise 4 è stata lanciata dai missili di nuova generazione della forza aerospaziale delle Guardie contro le aree di Beersheva, Tel Aviv e la base aerea di Al-Azraq”, si legge in una nota dei pasdaran riportata dalla tv di Stato.
Emirati, sale a 4 il bilancio delle vittime degli attacchi iraniani
Si aggrava il bilancio degli attacchi iraniani negli Emirati Arabi Uniti. Il ministro della Difesa di Abu Dhabi ha riferito che sono quattro i morti da ieri sera, quando era stata annunciata la prima vittima a Dubai.
Iran, attacco a sito petrolifero a Karaj: “6 morti”
Usa e Israele hanno bombardato il sito petrolifero di Fardis nella città di Karaj, nella provincia di Alborz, uccidendo almeno sei persone e ferendone 21. Lo ha riferito al Jazeera riportando l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, che ha citato un funzionario della sicurezza locale. Tra le vittime ci sono, secondo la fonte, anche residenti di case vicine.
Iraniani fuggono attraverso valico di frontiera con la Turchia
Gli iraniani stanno utilizzando il valico di frontiera con la Turchia come una delle uniche vie di fuga per lasciare il Paese dopo che lo spazio aereo è stato chiuso a seguito dell’attacco sferrato da Usa e Israele. Al momento non si è verificato un afflusso massiccio di rifugiati. Molte persone attraversano il confine per motivi di lavoro o per ricongiungersi con i familiari, mentre altri hanno anticipato viaggi già programmati. Alcuni dicono di voler aspettare in Turchia che finiscano i combattimenti. La mancanza di denaro ha impedito a molti altri di fuggire. Una parte degli iraniani ha deciso poi di proseguire il viaggio in aereo da Van, ma le cancellazioni dei voli hanno sconvolto i loro piani. Le autorità turche hanno adottato misure per prepararsi all’arrivo dei rifugiati, una situazione che ha richiamato alla memoria la guerra in Siria quando la Turchia ospitò quasi 4 milioni di rifugiati.























