Scioglimento Comune di Marano. Rescigno (Anticamorra): “Ignoranza giuridica e mancanza di rispetto verso lo Stato da Azione Marano. Calenda si dissoci dai suoi referenti che screditano il lavoro delle istituzioni.”

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“Dopo la diffusione del comunicato del referente locale di Azione Marano (Italo Montella, ndr.) che contesta la relazione prefettizia sullo scioglimento del Consiglio comunale di Marano, non si può restare in silenzio di fronte a tanta superficialità e presunzione. Il testo diffuso a nome del partito dimostra una totale ignoranza della normativa sugli scioglimenti dei Consigli comunali per infiltrazioni mafiose, disciplinata dall’art. 143 del D.Lgs. 267/2000. È bene ricordarlo con chiarezza: il provvedimento di scioglimento non si basa su condanne penali o prove processuali, bensì sulla valutazione di elementi univoci, rilevanti e coerenti di condizionamento o influenza mafiosa, tali da compromettere il libero esercizio delle funzioni amministrative.

La legge non punisce, ma previene. E chi oggi parla di “imputazioni inesistenti” o “assenza di reati” dimostra semplicemente di non aver compreso — o forse mai letto — il senso della norma antimafia, che tutela le istituzioni prima ancora che il reato venga consumato.

A leggere certe affermazioni, è lecito pensare che il referente di Azione Marano non abbia nemmeno aperto la relazione prefettizia, perché altrimenti non potrebbe definire “deboli” le risultanze istruttorie contenute nel documento allegato in Gazzetta Ufficiale, redatto da una commissione d’accesso composta da un Viceprefetto, un Maggiore dei Carabinieri e un Funzionario del Provveditorato alle Opere Pubbliche.

Le vicende amministrative riportate sono di una gravità assoluta: affidamenti opachi, rapporti di contiguità, pressioni ambientali, legami tra politica, affari e ambienti criminali, distorsioni nella gestione dei beni confiscati e interferenze in settori sensibili come l’urbanistica e i tributi. Altro che “mere presunzioni”: si tratta di un quadro organico, approfondito e ben documentato, che evidenzia una degenerazione amministrativa sistemica e una inquietante permeabilità dell’ente a logiche esterne.

Ma ciò che desta maggiore sconcerto è il livello di mancanza di rispetto verso le istituzioni.
Chi parla di “atto politico” o “relazione suggestiva” arriva di fatto a mettere in discussione il lavoro di un Maggiore dei Carabinieri, un Viceprefetto, la DIA, la Procura della Repubblica di Napoli, la DDA, la Prefettura e il Ministero dell’Interno, ossia di tutti coloro che, con senso dello Stato e profonda competenza, hanno ricostruito fatti e dinamiche di un territorio complesso come Marano. Screditare pubblicamente questo lavoro è un gesto grave e irresponsabile, indegno di chi si presenta come esponente di un partito nazionale.

Per questo motivo chiediamo al leader di Azione, Carlo Calenda, di prendere le distanze da tali dichiarazioni e di dissociarsi nettamente da chi, a nome del partito, si permette di mettere in dubbio l’operato di chi rappresenta lo Stato nella sua più alta funzione di garanzia e tutela democratica. La relazione prefettizia non è un atto politico, è il risultato di mesi di indagini, verifiche, audizioni e riscontri documentali. Ridicolizzarla significa non solo ignorare la legge, ma offendere l’impegno e il coraggio di chi ogni giorno combatte sul campo contro i tentativi di condizionamento criminale. Chi rispetta davvero lo Stato non teme la verità. E chi parla in nome della legalità dovrebbe prima leggere i documenti e poi, forse, imparare a rispettarli.” – è quanto afferma in una nota Carmela Rescigno, presidente della Commissione Regionale Anticamorra e Beni Confiscati.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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