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Un vasto traffico di droga dalla Spagna all’Italia, destinato a rifornire le piazze di spaccio di Napoli e provincia. È questo il cuore dell’inchiesta che ha portato la Procura a chiedere 13 condanne per un totale di quasi un secolo di carcere. Al centro del sistema, secondo gli inquirenti, ci sarebbe Giovanni Cerullo, ritenuto il capo dell’organizzazione.
Il processo si sta svolgendo con rito abbreviato e ha visto la requisitoria del sostituto procuratore Giuseppe Visone, che ha ricostruito l’intera operazione. L’indagine è partita da una segnalazione della Guardia Civil di Barcellona, che aveva notato la presenza ricorrente di alcuni soggetti napoletani nella città catalana, tra cui i fratelli Maiorano, Salvatore Di Palma, Castrese Sarracino e lo stesso Cerullo.
Secondo quanto emerso, il gruppo si muoveva in auto dal Napoletano a Civitavecchia, per poi imbarcarsi su traghetti veloci diretti in Spagna. La droga, nascosta in un doppiofondo di un furgone “Iveco”, veniva poi trasportata in Italia, con una seconda vettura che faceva da staffetta per evitare controlli.
Le accuse variano da associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti alla detenzione ai fini di spaccio.
Ecco, nel dettaglio, le pene richieste:
Giovanni Cerullo: 16 anni
Giovanni e Vincenzo Maiorano: 12 anni ciascuno
Salvatore Di Palma: 10 anni
Pasquale Vallefuoco: 10 anni
Castrese Sarracino: 6 anni e 6 mesi
Stefano Verde: 5 anni e 6 mesi
Ciro Di Lanno e Alfredo Felaco: 5 anni e 2 mesi
Domenico Della Rotonda: 4 anni e 6 mesi
Antonino Lauro: 2 anni e 4 mesi
Castrese Simeoli: 2 anni
Maurizio Cappiello Branco: 2 anni
Nella prossima udienza toccherà al collegio difensivo, composto dagli avvocati Luigi Poziello, Dario Carmine Procentese, Rosario Marsico, Michele Caiafa, Luca Gili e Bruno Cervone, cercare di smontare l’impianto accusatorio o attenuarne il peso sul piano processuale.

