Cresce l’allarme per il virus West Nile in Italia. Secondo l’ultimo aggiornamento del Ministero della Salute, i casi accertati continuano ad aumentare, con una crescita significativa nel Lazio, dove si è passati da 2 a 7 contagi nel giro di pochi giorni.
A preoccupare ulteriormente è il decesso di una donna ricoverata il 14 luglio scorso per febbre alta e stato confusionale. La paziente, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, non presentava patologie pregresse, fattore che rende ancora più grave l’episodio e rafforza i timori tra la popolazione.
Il West Nile virus è un’arbovirosi che si trasmette all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare quelle del genere Culex, attive soprattutto nei mesi estivi. Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica o provoca sintomi lievi come febbre, mal di testa e stanchezza. Tuttavia, in alcuni soggetti può evolvere in forme neuroinvasive, con conseguenze gravi sul sistema nervoso centrale.
Le autorità sanitarie invitano alla massima attenzione, soprattutto nelle zone a rischio, e raccomandano l’adozione di misure preventive: uso di repellenti, indumenti protettivi, eliminazione dei ristagni d’acqua dove le zanzare possono proliferare e attenzione particolare per le persone più vulnerabili, come anziani e immunodepressi.
Il Ministero ha intensificato i controlli e il monitoraggio sul territorio nazionale, con particolare attenzione alle aree già colpite in passato e a quelle dove si sono verificati nuovi casi.
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