Sicuramente è il momento del silenzio e della vicinanza alla famiglia di un ragazzo che a 16 anni decide di farla finita.
La prima riflessione è che stiamo creando una società senza valori, dove con il denaro puoi comprarti tutto il diploma ,la laurea, le scarpe e la t-shirt di moda, la ragazza.
I ragazzi di oggi sembrano credere di più nella amicizia, ma è una amicizia superficiale, basata su valori futili, un ‘amicizia di gruppo, anzi direi di branco, pronti a bullizzare il più debole del gruppo e poca incline ad ascoltare il problema di un amico e cercare insieme una soluzione.
Un altro errore che facciamo noi genitori è che non facciamo più maturare i nostri ragazzi, non sappiamo dire no, cerchiamo di accontentarli sempre e di dargli sempre ragione.
La maturità avviene con il no ,con le sconfitte quotidiane e con lo stimolo a superare i momenti difficili.
Questi ragazzi, oggi, così fragili e inquieti, hanno bisogno di avere dei valori reali di riferimento, hanno bisogno di un supporto psicologico, e la scuola dovrebbe assolvere a questo compito, perché per un ragazzo un problema, una sconfitta può essere vista come una montagna da scalare, come un macigno che a volte toglie la voglia di vivere.
Dobbiamo costruire una società diversa, dove ci siano punti di aggregazione, di ascolto ,dove sia possibile per tutti praticare sport perché lo sport abitua alla sconfitta, all’impegno, al benessere fisico e allontanamento tante idee.
Una volta tutti i ragazzi passavano dall’associazione Cattolica, dove si incontravano, facevano amicizia,, giocavano ,facevano sport e gli venivano insegnati i valori della vita.
Oggi vivono per strada, in gruppo),sempre più deboli e fragili.
La mia vicinanza personale alla famiglia provata da un dolore così forte.
Luigi Savanelli
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