
Israele ha annunciato oggi l’uccisione di un uomo ritenuto il principale finanziatore della strage del 7 ottobre, segnando un’escalation nel conflitto con l’Iran. Secondo fonti israeliane, l’operazione ha preso di mira un personaggio chiave nei finanziamenti a gruppi affiliati a Hamas, coinvolti negli attacchi che causarono oltre 1.100 vittime in territorio israeliano. L’azione arriva nel contesto di una tensione sempre più grave tra Tel Aviv e Teheran, con scambi di attacchi missilistici e bombardamenti reciproci. Il premier Netanyahu ha dichiarato che Israele “farà ciò che serve” per colpire i leader iraniani.
L’Iran, dal canto suo, ha promesso una rappresaglia “controversa e dolorosa” se continueranno le azioni israeliane . L’uccisione del finanziatore è stata eseguita vicino all’Azerbaigian, secondo fonti mediorientali, e conferma la capacità dello Stato ebraico di colpire obiettivi sensibili oltre i suoi confini. L’amministrazione americana, pur condannando l’attacco, ha affermato che Washington sostiene il diritto di Israele a difendersi dentro i limiti del diritto internazionale. Tuttavia, esperti avvertono che simili operazioni rischiano di innescare una spirale di violenza con conseguenze ben più ampie per l’intera regione.
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