150 Visite
I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti, hanno notificato un invito a dedurre nell’ambito di un procedimento relativo alla gestione di un ente sanitario pubblico. Il provvedimento riguarda un presunto danno erariale quantificato in oltre 314 mila euro.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti di polizia erariale, sarebbero state riscontrate numerose irregolarità nella gestione delle risorse dell’ente. In particolare, l’indagine avrebbe evidenziato l’utilizzo di carte di credito aziendali per il pagamento di spese di ristorazione, vitto, alloggio, gioielleria, abbigliamento, agenzie di viaggio, carburante e altri acquisti risultati privi della necessaria documentazione giustificativa e degli elementi utili a dimostrarne il collegamento con le finalità istituzionali.
Le verifiche avrebbero inoltre rilevato una quasi totale assenza di note spese, relazioni di missione, documentazione fiscale, indicazione dei beneficiari delle prestazioni e delle motivazioni delle trasferte, rendendo impossibile accertare la riconducibilità delle spese all’attività dell’ente.
L’attività investigativa si è estesa anche all’utilizzo delle autovetture di servizio. Dall’analisi dei diari di bordo, dei contratti di noleggio, dei registri di utilizzo e dei dati Telepass sarebbe emerso un impiego continuativo dei veicoli, talvolta anche in orario notturno, per gli spostamenti tra la residenza dell’utilizzatore e la sede di servizio. Inoltre, le spese per il carburante sarebbero state sostenute prevalentemente presso distributori situati nelle vicinanze dell’abitazione dell’utilizzatore, circostanza che, secondo gli investigatori, farebbe ritenere tali costi estranei alle esigenze istituzionali e quindi non rimborsabili.
Al termine dell’istruttoria è stato contestato un presunto danno erariale derivante da spese ritenute prive del requisito dell’inerenza alle finalità istituzionali, per un importo complessivo superiore a 314 mila euro.
L’invito a dedurre rappresenta un atto previsto dal Codice di giustizia contabile e costituisce una garanzia del contraddittorio, consentendo al soggetto interessato di presentare le proprie osservazioni prima dell’eventuale avvio del giudizio di responsabilità amministrativo-contabile davanti alla Corte dei conti.

