Carissimi politici di Giugliano, perché vi affannate tanto a trovare un candidato sindaco? Perché continuare con riunioni, tavole, tavolini, frecciate e frecciatine? A cosa serve impegnarsi per presentare liste elettorali, quando il destino del Comune sembra già segnato?
Lo scioglimento per infiltrazioni mafiose nell’apparato burocratico e amministrativo appare ormai inevitabile. Eppure, si aprono sedi, si organizzano sfilate, si stendono tappeti rossi. Tutto inutile, tutto tempo perso, tutto denaro sprecato.
Il dossier su cui sta lavorando la commissione d’accesso è più che corposo e basterà per chiedere al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di deliberare lo scioglimento in Consiglio dei Ministri.
Era ora, direbbe qualcuno. Da anni, a Giugliano, si registrano anomalie amministrative e politiche, oltre ad inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la sfera politica e i dirigenti dell’Ente. Forse la Prefettura sarebbe potuta intervenire prima? Forse sì e tutta questa ansia da prestazione, ansia da attesa e legittimi dubbi su chi e dove candidare non ci sarebbe. Andava fatta chiarezza già diverso tempo fa. Ora per evitare lo scioglimento, ma la percentuale è minima, meno del 2 per cento, occorrerebbe presentare liste di completo rinnovamento e non è detto che funzioni. Al 98-99 per cento il municipio sarà sciolto, già a breve o tra qualche mese, per la terza volta nella sua storia.
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