Conte e il terzo mandato: ecco tutti i beneficiari (e miracolati) del nuovo corso. Il primo è Fico

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Roberto Fico è il caso più eclatante. L’ex presidente della Camera è membro del Comitato di Garanzia, che peraltro sarà rifatto dopo l’Assemblea (ri)Costituente dello scorso fine settimana, ma non ha cariche elettive né stipendio. Per questo scalpitava in prima fila domenica, rivolgendo a Giuseppe Conte, comiziante sul palco di Nova, uno sguardo supplice e adorante. I sondaggi lo danno perdente, ma Fico vuole essere candidato presidente alla Regione Campania per il campo largo. Di vincere poco gli importa. Lo stipendio da consigliere regionale è ricco anche all’opposizione, con il vantaggio che per averlo non devi rischiare né lavorare troppo. Se ci tiene ad allargare la coalizione, la segretaria del Pd qualcosa a M5S deve lasciare; una candidatura in una Regione diventata complicata potrebbe essere il prezzo più basso sul mercato.

Il secondo motivo è rappresentato dalla coppia Vito Crimi e Paola Taverna, gli ex onorevoli sui quali l’avvocato del popolo ha fatto affidamento perché lo aiutassero a prendersi il partito, fedeli al punto da non tradirlo, come invece altri che oggi si mordono le mani hanno fatto, quando nell’estate del 2022 Giuseppi era ancora troppo debole per garantirgli la terza ricandidatura.

Per ripagarli, l’ex premier ha nominato entrambi consulenti di M5S, garantendo loro uno stipendio. Lui ha compiti di organizzazione e scouting: segnala le persone da promuovere e ha gestito la Costituente che ha votato il programma di Conte, contribuendo a selezionare i trecento iscritti anonimi che hanno steso i quesiti. I maligni dicono anche che sia molto vicino alla società che si è occupata della consultazione on-line. Lei è responsabile delle politiche locali e delle elezioni amministrative. Visti i recenti risultati del Movimento nelle urne, è evidente che ha conservato il posto per ragioni che prescindono dagli esiti del voto. I loro nemici, e ne hanno tanti, li chiamano i Bonnie e Clyde dell’avvocato o, meno simpaticamente, i sicari, visto che sono specializzati nell’eliminazione di chi dissente.

Mariolina Castellone, Chiara Appendino, Francesco Silvestri, Michele Gubitosa, Ettore Licheri: fino a due giorni fa erano tutti “dead men walking”, personale con la data di scadenza, a cui il leader grillino ha mostrato una pozione di elisir di lunga vita. Per poterla bere, adesso dovranno obbedire.

Il secondo motivo è rappresentato dalla coppia Vito Crimi e Paola Taverna, gli ex onorevoli sui quali l’avvocato del popolo ha fatto affidamento perché lo aiutassero a prendersi il partito, fedeli al punto da non tradirlo, come invece altri che oggi si mordono le mani hanno fatto, quando nell’estate del 2022 Giuseppi era ancora troppo debole per garantirgli la terza ricandidatura.

Per ripagarli, l’ex premier ha nominato entrambi consulenti di M5S, garantendo loro uno stipendio. Lui ha compiti di organizzazione e scouting: segnala le persone da promuovere e ha gestito la Costituente che ha votato il programma di Conte, contribuendo a selezionare i trecento iscritti anonimi che hanno steso i quesiti. I maligni dicono anche che sia molto vicino alla società che si è occupata della consultazione on-line. Lei è responsabile delle politiche locali e delle elezioni amministrative. Visti i recenti risultati del Movimento nelle urne, è evidente che ha conservato il posto per ragioni che prescindono dagli esiti del voto. I loro nemici, e ne hanno tanti, li chiamano i Bonnie e Clyde dell’avvocato o, meno simpaticamente, i sicari, visto che sono specializzati nell’eliminazione di chi dissente.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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