Ieri la perquisizione da parte dei carabinieri del reparto territoriale di Aversa negli uffici della Provincia a Caserta e nell’abitazione dell’esponente politico di Forza Italia a Pignataro; circostanze che hanno riportato alla mente di Magliocca e dei familiari “le vicende del 2011”, quando Magliocca, allora sindaco di Pignataro, fu arrestato per concorso esterno in camorra e rimase undici mesi in carcere per poi essere assolto nel processo svoltosi con rito abbreviato. “Avevo promesso – dice oggi – che mai più ci sarebbe stata una situazione di pericolo per me e la mia famiglia. Così purtroppo non è stato, e di fronte alla responsabilità di genitore che ho, non posso che prendere la decisione di dimettermi”.
Dalle indagini è emerso che Magliocca, secondo la procura, avrebbe commesso i delitti contestati soprattutto per favorire il figlio nella sua carriera di calciatore dilettante, non esitando a chiedere ad imprenditori edili sponsorizzazioni e contributi economici alle squadre in cui il giovane militava, dando loro in cambio appalti per la manutenzione di strade e scuole.
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